27/01/2010 - Successo a Panama di Siena Jazz e dei suoi allievi al Festival Internazionale del Jazz

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Lusinghiero bilancio della visita in America Centrale della delegazione di Siena Jazz.

La partecipazione della prestigiosa istituzione jazzistica senese al Festival Internazionale del Jazz.

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Danilo Perez e Franco Caroni, presidente della Fondazione Siena Jazz

Malgrado la presenza di una importante comunitĂ  italiana che significativamente esprime anche il Presidente della Repubblica, Ricardo Martinelli, di lontane origini lucchesi, non sono certo frequenti gli scambi culturali tra l’Italia e lo stato di Panama.

L’occasione di questo insolito avvenimento è stata data dalla attivitĂ  della fondazione Danilo Perez: il celebre pianista di jazz, americano ma di origine panamense, ha infatti fondato nel suo paese una orgnizzazione che si affianca al locale conservatorio per migliorare l’istruzione musicale e in particolare jazzistica; la fondazione organizza ormai da sette anni un importante festival internazionale del jazz, cui in occasione della settima edizione svoltasi dall’11 al 16 gennaio 2010 si è affiancata la presentazione del Berklee Global Jazz Institute, di cui lo stesso Perez è direttore artistico.

A seguito dell’incontro svoltosi a Siena a metĂ  Novembre, quattro istituzioni di alta formazione jazzistica erano presenti all’evento: il New England Conservatory di Boston, la Fondazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz, il Conservatorio Nazionale del Messico e il Conservatorio di Puerto Rico, oltre naturalmente al Berklee College of Music che ha promosso l’iniziativa e agli ospiti della Fondazione Danilo Perez.

Il contributo di Siena Jazz è stato sia per quanto riguarda la parte didattica che quella concertistica esattamente equivalente nel programma a quello di queste istituzioni che sono protagonisti globali della educazione jazzistica mondiale.

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Il sestetto degli allievi di Siena Jazz a Panama

La delegazione di Siena Jazz era guidata dal Presidente Franco Caroni ed era composta da un sestetto di giovanissimi allievi dell’InJaM-International jazz Master in Tecniche dell’Improvvisazione, il prestigioso corso biennale di alta formazione tuttora in corso a Siena: Luigi Di Nunzio, sax contralto; Giovanni Benvenuti, sax tenore; Francesco Diodati, chitarra; Alessandro Lanzoni, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Enrico Morello, batteria.

L’intenso programma ha visto i giovani allievi di Siena Jazz trasformarsi in docenti per i loro colleghi di Panama, spiegando in lezioni-concerto o masterclass la loro musica e il loro percorso artistico, mentre il Presidente Franco Caroni è intervenuto illustrando il corso di “Interplay” che è un aspetto unico dl programma didattico senese, molto apprezzato dagli allievi e dai docenti e che ha destato molto interesse tra tutti i partecipanti proprio per la sua originalitĂ .

Il programma del Berklee Global Jazz Institute è basato sull’interscambio tra docenti e studenti, ma un aggiustamento di programma ha fatto sì che questo interscambio si sviluppasse a livelli inaspettati: nel concerto che riuniva un gruppo di docenti dei vari istituti partecipanti, tra cui Marco Pignataro e Matt Marvuglio della Berklee di Boston, al posto del pianista americano è stato inserito Alessandro Lanzoni, apprezzatissimo da tutti pubblico e musicisti; l’autoritĂ  dimostrata dal giovane pianista è stata la migliore introduzione alla partecipazione della delegazione senese. Il concerto del sestetto di Siena Jazz che si è esibito subito prima di quello della Berklee al Teatro Ascanio Arosemena è stato ripreso in diretta dalla TV di Panama, mentre il dipartimento della tecnologia della Berklee ha registrato il concerto in video come documentazione dell’importante incontro.

Come in tutti i festival che si rispettano le serate hanno visto anche jam informali in cui si sono distinti i giovani musicisti portati da Siena che sono stati la sorpresa del festival, e che quindi hanno raccolto grande interesse per i loro stage in cui ogni ragazzo ha parlato e suonato per un’ora agli studenti panamensi, con la presenza come uditori di altri studenti e docenti delle altre istituzioni internazionali, nelle sale del Centro de Capacitation Ascanio Arosemena.

La presentazione del Global Jazz Institute non è stata un evento solo formale ma si è anche articolata con una giornata di discussione sugli effetti positivi di una globalizzazione controllata del jazz, mentre malgrado il programma ufficiale di incontri si sia svolto in forma ridotta per gli impegni causati dai contemporanei tragici avvenimenti di Haiti la delegazione italiana ha incontrato Marta Rodriguez, responsabile per i rapporti internazionali della Oficina del Casco Antiguo, struttura che coordina le attività culturali della città di Panama ed il Presidente del centro, con cui sono state discusse ulteriori forme di collaborazione a cui le istituzioni ufficiali panamensi si sono dette particolarmente interessate, e che si aggiungono a quelle messe in programma insieme alla Fondazione Danilo Perez.

Coronamento della visita è stata il concerto pomeridiano di Sabato 16 gennaio in Plaza de la Catedral dove il Siena Jazz Ensemble si è esibito di fronte a migliaia di persone in una vera e propria “fiesta”; molti tra il pubblico avevano visto tra l’altro la trasmissione televisiva del concerto e si sono rivolti ai musicisti per fare loro i complimenti o per chiedere come partecipare alla prossima edizione dei Seminari internazionali senesi.

Ma tra le maggiori soddisfazioni della visita è stato il rendersi conto che tutti i musicisti invitati al festival e tutti i responsabili delle istituzioni di alta formazione non solo conoscevano di fama il lavoro di Siena Jazz ma gli attribuiscono grande importanza.

Musicisti del calibro di John Patitucci e Joe Lovano hanno saputo dell’ InJaM dai loro colleghi e l’hanno definita la piĂą importante manifestazione didattica odierna a livello globale. Inoltre hanno ripetutamente dichiarato la loro disponibilitĂ  a venire a Siena per insegnare al Master, avendo anche potuto sperimentare direttamente la qualitĂ  degli allievi.

La visita a Panama della delegazione della Fondazione Siena Jazz ha quindi raggiunto i suoi obiettivi, dimostrando la qualitĂ  dei corsi di eccellenza e verificando direttamente il prestigio internazionale conseguito dalla sua attivitĂ .

25/01/2010 - JAZZIT LIKES IT! del bimestre (JAZZIT n. 56 gennaio/febbraio 2010)

JAZZIT LIKES IT!

Le migliori produzioni del bimestre a cura della redazione di JAZZIT

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DISCHI

Walter Beltrami, Timoka (RE:THINK-ART, 2009)
Piero Bittolo Bon Jump The Shark, Sugoi Sentai! Gattai!! (EL GALLO ROJO, 2009)
Terence Blanchard, Choices (CONCORD, 2009)
Francesco Cafiso Island Blue Quartet, A New Trip (PHILOLOGY, 2009)
Cisi – Pozza – Rolff – Zirilli, Naked (EFFE MUSIC, 2009)
Daniele D’agaro Adriatics Orchestra, Exotica Domestica (ARTESUONO, 2009)
Dave Douglas Brass Ecstasy, Spirit Moves (GREENLEAF, 2009)
Bill Frisell, Disfarmer (NONESUCH, 2009)
Jan Garbarek, Dresden. In Concert (ECM, 2009)
Stefon Harris & Blackout, Urbanus (CONCORD JAZZ, 2009)
Freddie Hubbard, Without A Song. Live In Europe 1969 (BLUE NOTE, 2009)
Iyer Trio, Historicity (ACT, 2009)
Keith Jarrett, Paris/London. Testament (ECM, 2009)
Charlie Parker, Complete Bird At The Open Door (RARE LIVE RECORDINGS, 2009)
Lino Patruno & The American All Stars, It Had To Be You (JAZZOLOGY, 2009)
Bobby Previte, Pan Atlantic (AUAND, 2009)
Alvin Queen, Mighty Long Way (ENJA, 2009)
Sonny Rollins – Don Cherry Quartet, The Complete 1963 Copenhagen Concert (JAZZ LIPS MUSIC, 2009)
Massimo Sammi, First Day (MASSIMO SAMMI, 2009)
Tomasz Stanko Quintet, Dark Eyes (ECM, 2009)
Aki Takase – Louis Sclavis, Yokohama (INTAKT RECORDS, 2009)
Trio di Roma, 33 (EMARCY, 2009)
Dino Betti Van Der Noot, God Save The Earth (SAM PRODUCTIONS, 2009)
Bugge Wesseltoft, New Conceptions Of Jazz (JAZZLAND RECORDINGS, 2009)

DVD

Bill Frisell, Live In Montreal (EMARCY, 2009)
Fred Hersch, Let Yourself Go (JAZZ DIMENSION, 2009)
Arthur Lubin, La cittĂ  del jazz (EAGLE PICTURE, 2009)

LIBRI

Jamey Aebersold, Come suonare e improvvisare Vol. 1 (VOLONTE’ & CO., 2009)
Luca Ragagnin, Un Amore Supremo (INSTAR LIBRI, 2009)

Per informazioni

info@jazzit.it

25/01/2010 - Il trio The Bad Plus per “Terni in Jazz – Season 2010″ a cura dell’Associazione Charlie

Terni in Jazz Season 2010
THE BAD PLUS
Lunedì 25 gennaio 2010 ore 21.30
Auditorium di Palazzo Gazzoli, Terni

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THE BAD PLUS

ETHAN IVERSON - piano
REID ANDERSON - contrabbasso
DAVID KING - batteria

TERNI IN JAZZ inaugura il 2010 con un grande evento concertistico, l’ultima tappa del mini tour italiano del trio THE BAD PLUS, acclamato e osannato da operatori del settore e da giornalisti di tutto il mondo.

I Bad Plus si compongono del bassista Reid Anderson, del pianista Ethan Iverson e del batterista David King, tre jazzisti post-moderni che combinano abilità, dinamici contrasti musicali e una buona dose di sensibilità in quello che è stato definito “il trio pianistico più rumoroso della storia”. Ispirandosi al mondo della dance, del pop e del rock, i Bad Plus rifuggono dalla definizione di “fusion”; al contrario la loro è una destrutturazione dei generi che porta alla creazione di un linguaggio jazz puro, ma del tutto nuovo e personale.

I Bad Plus hanno ottenuto critiche di grande apprezzamento per i loro concerti e per il loro album omonimo del 2001 che è stato spesso nelle Top 10 dell’album dell’anno nelle classifiche di molti critici.

I Bad Plus sono così attenti e precisi nel comporre, arrangiare e suonare la loro musica che l’ironia che pervade il loro lavoro non è da prendere come atteggiamento presuntuoso e distante, ma rientra a pieno titolo nella tradizione jazzistica che è ricca di generoso humor.

Web: www.thebadplus.com www.myspace.com/badplus

Biglietti

L’ingresso, come da tradizione per TERNI IN JAZZ, è fissato a 6 euro.

Prossimi concerti

JOEY CALDERAZZO QUARTET
Sabato 27 febbraio 2010 (Auditorium di Palazzo Gazzoli, Terni)
JOEY CALDERAZZO – piano
A. J. BROWN – contrabbasso
BREVAN HAMPDEN – percussioni
LARRY DRAUGHN Jr. – batteria

GREG OSBY QUINTET
Venerdì 12 marzo 2010 (Auditorium di Palazzo Gazzoli, Terni)
GREG OSBY – sax
NIR FELDER – chitarra
FRANK LOCRASTO – piano
JOSEPH LEPORE – contrabbasso
JOHN DAVIS – batteria

Per informazioni

Associazione Charlie
E-mail / info@associazionecharlie.com
Telefono/ 0744.817579
Prevendite / CASAGRANDE DISCHI (Tel: 0744.402568) e NEW SINFONY (Tel: 0744.407104)

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Ricordiamo inoltre che a partire da gennaio 2010 l’Associazione Charlie in collaborazione con Vanni Editore e JAZZIT promuove la decima edizione del CORSO IN GIORNALISMO E CRITICA MUSICALE e il CORSO IN FOTOGRAFIA MUSICALE E DI SPETTACOLO.

Per informazioni

E-mail: info@associazionecharlie.com

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22/01/2010 - The Either/Orchestra feat. Mulatu Astatke & Mahmoud Ahmed ad “Aperitivo in Concerto”

PRIMA E UNICA DATA ITALIANA

Domenica 24 gennaio 2010, ore 11.00
Teatro Manzoni

DALL’ETIOPIA AL JAZZ: UN’ECCEZIONALE BIG BAND INCONTRA I GRANDI PROTAGONISTI DELL’ETHIO-JAZZ

THE EITHER/ORCHESTRA
feat.: MULATU ASTATKE
& MAHMOUD AHMED

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Voce
Mahmoud Ahmed

Vibrafono e percussioni
Mulatu Astatke

Direzione, sassofoni soprano e tenore
Russ Gershon

Tromba
Tom Halter
Dan Rosenthal

Trombone
Joel Yennior

Sassofono contralto
Hailey Niswanger

Sassofono baritono
Charles Kohlhase

Pianoforte e tastiere
Rafael Alcala

Contrabbasso
Rick McLaughlin

Batteria
Pablo Bencid

Congas e percussioni
Vicente Lebron

Come primo evento del nuovo anno, “Aperitivo in Concerto” presenta, domenica 24 gennaio 2010, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), in unica data per l’Italia, due nomi eccezionali: Either/Orchestra, una delle big band più acclamate sulla scena internazionale, e il celeberrimo vibrafonista Mulatu Astatke, considerato il padre dell’Ethio-jazz.

The Either/Orchestra

Fondata nel 1985 dal sassofonista Russ Gershon, la Either/Orchestra da tempo realizza progetti in cui le forme contemporanee si sposano ai molteplici linguaggi della tradizione africana-americana. L’orchestra, che vanta solisti d’eccezione come lo stesso Gershon e il baritonista Charlie Kohlhase, ha allacciato un rapporto particolare e originalissimo con alcuni grandi artisti etiopi, testimoniato anche discograficamente dalla nota serie Ethiopiques, dedicata al fiorire rigoglioso del jazz e di un nuovo tipo di linguaggio musicale popolare, basato sulla commistione fra tradizione etiope e canzone pop americana, sviluppatosi in Etiopia a partire dagli anni Sessanta con risultati di straordinaria rilevanza, rimasti a lungo sconosciuti in Occidente.
Nel 2004, prima orchestra americana a presentarsi in Etiopia dopo l’esibizione della Duke Ellington Orchestra nel 1973, la Either/Orchestra ha partecipato all’Ethiopian Music Festival di Addis Abeba, collaborando con alcuni celebri artisti locali, fra cui Mulatu Astatke (alcuni ricorderanno la sua straordinaria partecipazione alla colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch), vibrafonista e tastierista di vaglia, collaboratore di Duke Ellington, fondatore del cosiddetto Ethio-jazz, in cui si fondono retaggi etiopi con influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica.
Per la prima volta in Italia in un tale contesto improvvisativo, Mulatu Astatke, con la collaborazione dell’altrettanto celebre cantante Mahmoud Ahmed, presenterà assieme a Either/Orchestra una rilettura affascinante e coinvolgente di un grande momento storico della musica africana e dei suoi rapporti con il jazz. Un viaggio alla riscoperta di affascinanti radici che riguardano tutti noi.

Mulatu Astatke

Mulatu Astatke (o Astatqé), vibrafonista e compositore, è considerato il padre dell’Ethio-jazz, combinazione fra musica tradizionale etiope, jazz e tradizione ispanoamericana. Nato nel 1943 a Jimma, in Etiopia, ha studiato musica a Londra, New York e Boston, dov’è stato il primo africano a frequentare la Berklee School of Music. Tornato in Etiopia, Astatke lavora lungamente come strumentista e direttore d’orchestra, affiancando persino Duke Ellington ed altri celebri musicisti americani. A lungo sconosciuto al di fuori della patria, conquista iniziale celebrità grazie alla collaborazione, iniziata nel 2004, con la Either/Orchestra, con cui si esibisce ogni anno negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2005, una sua composizione viene inserita nella colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmush. Nel 2008 egli firma un’applaudita incisione, a Londra, con il collettivo psyche-jazz The Heliocentrics. La nota serie discografica Ethiopiques (Buda Musique) dedica nel 1998 un’intero capitolo alla sua musica, testimoniando inoltre la sua collaborazione, e quella di Mahmoud Ahmed, con la Either/Orchestra.
Fra il 2007 e il 2008, Astatke ha completato, presso la Harvard University, l’opera Yared, basata sulla modernizzazione di una serie di fonti musicali tradizionali etiopi. Al contempo, ha ottenuto l’incarico di Artist-in-Residence presso il Massachusetts Institute of Technology, creando presso il MIT Media Lab una versione moderna del krar, strumento tradizionale etiope. Nel corso del 2009 ha inoltre collaborato con noti improvvisatori quali Phil Ranelin, Bennie Maupin, Azar Lawrence.

Mahmoud Ahmed

Nato ad Addis Abeba nel 1941, il celebre cantante etiope Mahmoud Ahmed esordisce professionalmente nel 1961, esibendosi con la orchestra militare Imperial Body Guard Band fino al 1974 ed incidendo con complessi come Amha e Kaifa. Negli anni Ottanta, dopo essere stato uno fra i primi artisti etiopi ad esibirsi negli Stati Uniti, apre un proprio negozio di dischi ad Addis Abeba, pur continuando ad esibirsi. Influenzato da un cantante come Tlahoun Gèssèssè, collabora con complessi e artisti, anche non etiopi, come Ibex Band, Venus Band, Idan Raichel Project, Roha Band, Badume’s Band. Grazie alle esibizioni con la Either/Orchestra rinnova il proprio successo anche negli Stati Uniti; il suo lavoro viene ampiamente testimoniato dalla serie discografica Ethiopiques. Ancora oggi egli è forse il piĂą popolare artista fra le comunitĂ  etiopi in tutto il mondo.

Biglietti

Biglietto intero €12 + prevendita
Ridotto giovani €8 + prevendita

Prevendita

Cassa del Teatro: 02.7636901
Numero verde: 800-914350
Circuito Ticketone + Call Center: 892.101

Posti fissi e numerati

Per informazioni

Teatro Manzoni
via Manzoni, 42
Tel: 02.7636901
E-mail: info@teatromanzoni.it
Web: www.aperitivoinconcerto.com
Web: www.teatromanzoni.it/aperitivo

21/01/2010 - “Jazz in Forte”. Note libere a frequenza bisettimanale a Roma

DA VENERDI’ 22 GENNAIO A VENERDI’ 2 APRILE

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JAZZ in FORTE alter Club parte dall’esigenza di uno spazio di aperta condivisone della musica jazz e nasce nel Forte Prenestino poiché luogo simbolo della cultura libera a Roma.

JAZZ in FORTE è musica jazz a frontiera mobile, 12 concerti e 6 serate per una rassegna pensata in alterità. La rassegna apre alla migliore musica jazz della scena romana ed è attenta a quella più pregevole che trova sempre meno spazio nelle scelte commerciali dei locali e delle istituzioni.
La rassegna muove infatti dalla esigenza di fruire di musica jazz in modalità distante da circuiti predisposti o d’appannaggio di un pubblico respingente di soli addetti ai lavori. La rassegna è pensata sulla qualità forte della programmazione e sulla realtà autogestita del centro sociale: il jazz è per natura compositivamente in conflitto con gli orientamenti culturali prestabiliti.

La radice profonda e vitale del jazz, da cui la rassegna ha tratto ispirazione, è quella compenetrata da sempre alla scena romana. Il jazz capitolino di questi ultimi anni, al contrario, se anche di una qualità musicale altissima, si mostra privo di memoria riguardo le condizioni adatte di dinamico scambio di cui si valeva appena qualche anno fa. Questo avveniva in luoghi, per fare solo il nome più noto, come il MUSIC INN.

JAZZ in FORTE, Note libere a frequenza bisettimanale perché, a venerdì alternati in ognuna delle 6 date, si esibiranno 2 formazioni. La prima serata, aperta da Rita Marcotulli al Forte Prenestino, inaugura la nuovissima Sala CLUB: meditato habitat per il jazz e l’ascolto, istintivo ed eufonico, concepito per ospitare.

Il palco del Forte Prenestino è una realtà straordinaria di promozione della cultura sul territorio, contiene di per sé una partecipazione storica di forme musicali e spazi che si alternano, forme di espressioni di arte che da sempre trovano casa al Forte, si rimandano e discorrono con la musica. A ciò guarda il programma composto di 6 serate: un doppio live in ogni appuntamento, un venerdì sì ed uno no, dal 22 gennaio fino al 2 aprile.

JAZZ in FORTE torna alla molteplicità di visioni e alla meditata emozione jazzistica in uno spazio rinnovato: perchè fermenti l’asimmetria, la combinazione irregolare e confidenziale, la libertà incondizionata dell’artista, l’invenzione sperimentale e la molteplicità formale in un unicum organico di palinsesto, sottoposto al criterio guida più difficile: quello di apparire esaustivo. La rassegna racconta in una certa misura la scena jazz a più colori della città di Roma.

JAZZ in FORTE realizza la lingua nomade del jazz, liberata dalle incrostazioni metodologiche. All’insegna del libero scambio di cultura.

Per informazioni

Web: www.jazzinforte.net

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A cura di Jazzit.it

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