Archivio del 01/2010


“Fascinating Rhythm” dedicato a Irving Berlin: nuovo appuntamento alla Casa del Jazz con Lino Patruno

Domenica 31 gennaio ore 12 (sala concerti)
“Fascinating Rhythm”

Ciclo di proiezioni sui grandi compositori della musica americana
a cura di Lino Patruno

Ospite Silvia Manco (pianoforte, voce)

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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Nuovo appuntamento alla Casa del Jazz domenica 31 gennaio 2010, alle ore 12.00, con Lino Patruno e il ciclo di lezioni con proiezioni di rarità d’epoca dal titolo “Fascinating Rhythm” dedicato ai grandi compositori della musica statunitense della prima metà del ‘900. Questo incontro sarà dedicato a Irving Berlin. Fino alla fine di febbraio, faranno seguito, Jerome Kern, Hoagy Carmichael, Duke Ellington, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Nick La Rocca, Walter Donaldson, W.C.Handy.

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Irving Berlin

Affiancherà Lino Patruno la pianista-vocalist Silvia Manco a cui saranno affidate le esecuzioni dal vivo.

“Fascinating Rhythm” è un modo di ricordare, di riflettere, di pensare, di riascoltare quanto di meglio sia stato scritto in musica che ha ampliamente coinvolto la maggior parte dei musicisti della storia del jazz fin dagli anni ‘10.

Per informazioni

Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina, 55
Tel: 06.704731
Web: www.casajazz.it

La Carosello Records festeggia il 50° anno e ripropone l’intera collana “Jazz From Italy”

JAZZ FROM ITALY

Le incisioni che hanno fatto la storia del Jazz in Italia completamente rimasterizzate e in edizione integrale disponibili in esclusiva su iTunes dal 21 gennaio.

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Carosello Records, che festeggia il 50° anno di attività, ha deciso di omaggiare tutti gli appassionati di jazz, riproponendo in versione integrale e completamente rimasterizzata l’intera collana JAZZ FROM ITALY, ovvero le incisioni che hanno fatto la storia del Jazz registrato in Italia.

La collana, che conta ben 31 album, è disponibile dal 21 gennaio in esclusiva interamente su iTunes e comprende alcuni dei nomi più acclamati del genere, da Lino Patruno a Renato Sellani, da Romano Mussolini a Guido Manusardi, da Teddy Wilson a Slide Hampton, da Franco D’Andrea a Enrico Pieranunzi a Tullio De Piscopo.

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JAZZ FROM ITALY è una raccolta di altissimo valore a livello artistico e documentario, che ha già riscontrato un grande interesse anche sul mercato internazionale: una collezione che include alcuni incisioni altrimenti introvabili, le cover originali di ciascun disco, autentiche perle per intenditori e collezionisti.

Questo l’elenco completo di JAZZ FROM ITALY:

NINO DE ROSE TRIO – “COALHOUSE WALKER”

NINO DE ROSE TRIO – “MACONDO”

ANGEL POCHO GATTI – “LATINEURO”

ANGELO ARIENTI QUINTET – “SUNDAY APRIL 2”

BILLY BUTTERFIELD with LINO PATRUNO & THE MILAN

COLLEGE JAZZ SOCIETY – “BILLY BUTTERFIELD PLAYS GEORGE GERSHWIN”

CLAUDIO FASOLI JAZZ TRIO – “ESKIMO FAKIRO”

EDDIE MILLER – “LIVE AT CAPOLINEA VOL. 1”

ERALDO VOLONTE’ QUARTET – “SAFARI”

GIGI CAVICCHIOLI – “RAGTIME ENSEMBLE DI TORINO”

GUIDO MANUSARDI – “GIVIN’S LIVIN’”

GUIDO MANUSARDI – “BLUE AND NEW THINGS”

LUIGI BONAFEDE JAZZ TRIO – “ESASPERAZIONE”

MARIO SCHIANO & ANTONELLO SALIS – “OLD FASHIONED”

MILAN COLLEGE JAZZ SOCIETY – “MILAN MAY 24TH”

MILAN COLLEGE JAZZ SOCIETY – “SINGIN’ THE BLUES”

PILLOT -FARMER QUARTET – “BROTHER MAN”

ROMANO MUSSOLINI AND FRIENDS – “SOFT AND SWING”

SERGIO FANNI QUINTET – “HARD SUITE”

TEDDY WILSON – “LIVE AT SANTA TECLA”

UMBERTO CESARI – “REMINISCENZE 1975”

GIGI CICHELLERO BIG BAND – “LONELY STREET”

MARIO RUSCA QUARTET – “SUSPENSION”

SLIDE HAMPTON QUARTET – “LIFE MUSIC”

FRANCO D’ANDREA – “NUVOLAO”

GIORGIO AZZOLINI – “THE SCICLUNA STREET”

RENATO SELLANI – “A NOSTRO MODO”

GIANNI BASSO QUARTET – “HIT”

MAYAFRA COMBO – “MAYAFRA”

HENGHEL GUALDI – “NOW”

ENRICO PIERANUNZI – “A LONG WAY”

TULLIO DE PISCOPO QUINTET WITH AGUDO LUIS – “FUTURE PERCUSSION”

Per informazioni

Carosello Records
Galleria del Corso, 4 – 20122 Milano
Tel: 02.760361
E-mail: info@carosellorecords.com
Web: www.carosellorecords.com

Successo a Panama di Siena Jazz e dei suoi allievi al Festival Internazionale del Jazz

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Lusinghiero bilancio della visita in America Centrale della delegazione di Siena Jazz.

La partecipazione della prestigiosa istituzione jazzistica senese al Festival Internazionale del Jazz.

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Danilo Perez e Franco Caroni, presidente della Fondazione Siena Jazz

Malgrado la presenza di una importante comunità italiana che significativamente esprime anche il Presidente della Repubblica, Ricardo Martinelli, di lontane origini lucchesi, non sono certo frequenti gli scambi culturali tra l’Italia e lo stato di Panama.

L’occasione di questo insolito avvenimento è stata data dalla attività della fondazione Danilo Perez: il celebre pianista di jazz, americano ma di origine panamense, ha infatti fondato nel suo paese una orgnizzazione che si affianca al locale conservatorio per migliorare l’istruzione musicale e in particolare jazzistica; la fondazione organizza ormai da sette anni un importante festival internazionale del jazz, cui in occasione della settima edizione svoltasi dall’11 al 16 gennaio 2010 si è affiancata la presentazione del Berklee Global Jazz Institute, di cui lo stesso Perez è direttore artistico.

A seguito dell’incontro svoltosi a Siena a metà Novembre, quattro istituzioni di alta formazione jazzistica erano presenti all’evento: il New England Conservatory di Boston, la Fondazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz, il Conservatorio Nazionale del Messico e il Conservatorio di Puerto Rico, oltre naturalmente al Berklee College of Music che ha promosso l’iniziativa e agli ospiti della Fondazione Danilo Perez.

Il contributo di Siena Jazz è stato sia per quanto riguarda la parte didattica che quella concertistica esattamente equivalente nel programma a quello di queste istituzioni che sono protagonisti globali della educazione jazzistica mondiale.

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Il sestetto degli allievi di Siena Jazz a Panama

La delegazione di Siena Jazz era guidata dal Presidente Franco Caroni ed era composta da un sestetto di giovanissimi allievi dell’InJaM-International jazz Master in Tecniche dell’Improvvisazione, il prestigioso corso biennale di alta formazione tuttora in corso a Siena: Luigi Di Nunzio, sax contralto; Giovanni Benvenuti, sax tenore; Francesco Diodati, chitarra; Alessandro Lanzoni, pianoforte; Gabriele Evangelista, contrabbasso; Enrico Morello, batteria.

L’intenso programma ha visto i giovani allievi di Siena Jazz trasformarsi in docenti per i loro colleghi di Panama, spiegando in lezioni-concerto o masterclass la loro musica e il loro percorso artistico, mentre il Presidente Franco Caroni è intervenuto illustrando il corso di “Interplay” che è un aspetto unico dl programma didattico senese, molto apprezzato dagli allievi e dai docenti e che ha destato molto interesse tra tutti i partecipanti proprio per la sua originalità.

Il programma del Berklee Global Jazz Institute è basato sull’interscambio tra docenti e studenti, ma un aggiustamento di programma ha fatto sì che questo interscambio si sviluppasse a livelli inaspettati: nel concerto che riuniva un gruppo di docenti dei vari istituti partecipanti, tra cui Marco Pignataro e Matt Marvuglio della Berklee di Boston, al posto del pianista americano è stato inserito Alessandro Lanzoni, apprezzatissimo da tutti pubblico e musicisti; l’autorità dimostrata dal giovane pianista è stata la migliore introduzione alla partecipazione della delegazione senese. Il concerto del sestetto di Siena Jazz che si è esibito subito prima di quello della Berklee al Teatro Ascanio Arosemena è stato ripreso in diretta dalla TV di Panama, mentre il dipartimento della tecnologia della Berklee ha registrato il concerto in video come documentazione dell’importante incontro.

Come in tutti i festival che si rispettano le serate hanno visto anche jam informali in cui si sono distinti i giovani musicisti portati da Siena che sono stati la sorpresa del festival, e che quindi hanno raccolto grande interesse per i loro stage in cui ogni ragazzo ha parlato e suonato per un’ora agli studenti panamensi, con la presenza come uditori di altri studenti e docenti delle altre istituzioni internazionali, nelle sale del Centro de Capacitation Ascanio Arosemena.

La presentazione del Global Jazz Institute non è stata un evento solo formale ma si è anche articolata con una giornata di discussione sugli effetti positivi di una globalizzazione controllata del jazz, mentre malgrado il programma ufficiale di incontri si sia svolto in forma ridotta per gli impegni causati dai contemporanei tragici avvenimenti di Haiti la delegazione italiana ha incontrato Marta Rodriguez, responsabile per i rapporti internazionali della Oficina del Casco Antiguo, struttura che coordina le attività culturali della città di Panama ed il Presidente del centro, con cui sono state discusse ulteriori forme di collaborazione a cui le istituzioni ufficiali panamensi si sono dette particolarmente interessate, e che si aggiungono a quelle messe in programma insieme alla Fondazione Danilo Perez.

Coronamento della visita è stata il concerto pomeridiano di Sabato 16 gennaio in Plaza de la Catedral dove il Siena Jazz Ensemble si è esibito di fronte a migliaia di persone in una vera e propria “fiesta”; molti tra il pubblico avevano visto tra l’altro la trasmissione televisiva del concerto e si sono rivolti ai musicisti per fare loro i complimenti o per chiedere come partecipare alla prossima edizione dei Seminari internazionali senesi.

Ma tra le maggiori soddisfazioni della visita è stato il rendersi conto che tutti i musicisti invitati al festival e tutti i responsabili delle istituzioni di alta formazione non solo conoscevano di fama il lavoro di Siena Jazz ma gli attribuiscono grande importanza.

Musicisti del calibro di John Patitucci e Joe Lovano hanno saputo dell’ InJaM dai loro colleghi e l’hanno definita la più importante manifestazione didattica odierna a livello globale. Inoltre hanno ripetutamente dichiarato la loro disponibilità a venire a Siena per insegnare al Master, avendo anche potuto sperimentare direttamente la qualità degli allievi.

La visita a Panama della delegazione della Fondazione Siena Jazz ha quindi raggiunto i suoi obiettivi, dimostrando la qualità dei corsi di eccellenza e verificando direttamente il prestigio internazionale conseguito dalla sua attività.

JAZZIT LIKES IT! del bimestre (JAZZIT n. 56 gennaio/febbraio 2010)

JAZZIT LIKES IT!

Le migliori produzioni del bimestre a cura della redazione di JAZZIT

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DISCHI

Walter Beltrami, Timoka (RE:THINK-ART, 2009)
Piero Bittolo Bon Jump The Shark, Sugoi Sentai! Gattai!! (EL GALLO ROJO, 2009)
Terence Blanchard, Choices (CONCORD, 2009)
Francesco Cafiso Island Blue Quartet, A New Trip (PHILOLOGY, 2009)
Cisi – Pozza – Rolff – Zirilli, Naked (EFFE MUSIC, 2009)
Daniele D’agaro Adriatics Orchestra, Exotica Domestica (ARTESUONO, 2009)
Dave Douglas Brass Ecstasy, Spirit Moves (GREENLEAF, 2009)
Bill Frisell, Disfarmer (NONESUCH, 2009)
Jan Garbarek, Dresden. In Concert (ECM, 2009)
Stefon Harris & Blackout, Urbanus (CONCORD JAZZ, 2009)
Freddie Hubbard, Without A Song. Live In Europe 1969 (BLUE NOTE, 2009)
Iyer Trio, Historicity (ACT, 2009)
Keith Jarrett, Paris/London. Testament (ECM, 2009)
Charlie Parker, Complete Bird At The Open Door (RARE LIVE RECORDINGS, 2009)
Lino Patruno & The American All Stars, It Had To Be You (JAZZOLOGY, 2009)
Bobby Previte, Pan Atlantic (AUAND, 2009)
Alvin Queen, Mighty Long Way (ENJA, 2009)
Sonny Rollins – Don Cherry Quartet, The Complete 1963 Copenhagen Concert (JAZZ LIPS MUSIC, 2009)
Massimo Sammi, First Day (MASSIMO SAMMI, 2009)
Tomasz Stanko Quintet, Dark Eyes (ECM, 2009)
Aki Takase – Louis Sclavis, Yokohama (INTAKT RECORDS, 2009)
Trio di Roma, 33 (EMARCY, 2009)
Dino Betti Van Der Noot, God Save The Earth (SAM PRODUCTIONS, 2009)
Bugge Wesseltoft, New Conceptions Of Jazz (JAZZLAND RECORDINGS, 2009)

DVD

Bill Frisell, Live In Montreal (EMARCY, 2009)
Fred Hersch, Let Yourself Go (JAZZ DIMENSION, 2009)
Arthur Lubin, La città del jazz (EAGLE PICTURE, 2009)

LIBRI

Jamey Aebersold, Come suonare e improvvisare Vol. 1 (VOLONTE’ & CO., 2009)
Luca Ragagnin, Un Amore Supremo (INSTAR LIBRI, 2009)

Per informazioni

info@jazzit.it

Il trio The Bad Plus per “Terni in Jazz – Season 2010″ a cura dell’Associazione Charlie

Terni in Jazz Season 2010
THE BAD PLUS
Lunedì 25 gennaio 2010 ore 21.30
Auditorium di Palazzo Gazzoli, Terni

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THE BAD PLUS

ETHAN IVERSON - piano
REID ANDERSON - contrabbasso
DAVID KING - batteria

TERNI IN JAZZ inaugura il 2010 con un grande evento concertistico, l’ultima tappa del mini tour italiano del trio THE BAD PLUS, acclamato e osannato da operatori del settore e da giornalisti di tutto il mondo.

I Bad Plus si compongono del bassista Reid Anderson, del pianista Ethan Iverson e del batterista David King, tre jazzisti post-moderni che combinano abilità, dinamici contrasti musicali e una buona dose di sensibilità in quello che è stato definito “il trio pianistico più rumoroso della storia”. Ispirandosi al mondo della dance, del pop e del rock, i Bad Plus rifuggono dalla definizione di “fusion”; al contrario la loro è una destrutturazione dei generi che porta alla creazione di un linguaggio jazz puro, ma del tutto nuovo e personale.

I Bad Plus hanno ottenuto critiche di grande apprezzamento per i loro concerti e per il loro album omonimo del 2001 che è stato spesso nelle Top 10 dell’album dell’anno nelle classifiche di molti critici.

I Bad Plus sono così attenti e precisi nel comporre, arrangiare e suonare la loro musica che l’ironia che pervade il loro lavoro non è da prendere come atteggiamento presuntuoso e distante, ma rientra a pieno titolo nella tradizione jazzistica che è ricca di generoso humor.

Web: www.thebadplus.com www.myspace.com/badplus

Biglietti

L’ingresso, come da tradizione per TERNI IN JAZZ, è fissato a 6 euro.

Prossimi concerti

JOEY CALDERAZZO QUARTET
Sabato 27 febbraio 2010 (Auditorium di Palazzo Gazzoli, Terni)
JOEY CALDERAZZO – piano
A. J. BROWN – contrabbasso
BREVAN HAMPDEN – percussioni
LARRY DRAUGHN Jr. – batteria

GREG OSBY QUINTET
Venerdì 12 marzo 2010 (Auditorium di Palazzo Gazzoli, Terni)
GREG OSBY – sax
NIR FELDER – chitarra
FRANK LOCRASTO – piano
JOSEPH LEPORE – contrabbasso
JOHN DAVIS – batteria

Per informazioni

Associazione Charlie
E-mail / info@associazionecharlie.com
Telefono/ 0744.817579
Prevendite / CASAGRANDE DISCHI (Tel: 0744.402568) e NEW SINFONY (Tel: 0744.407104)

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Ricordiamo inoltre che a partire da gennaio 2010 l’Associazione Charlie in collaborazione con Vanni Editore e JAZZIT promuove la decima edizione del CORSO IN GIORNALISMO E CRITICA MUSICALE e il CORSO IN FOTOGRAFIA MUSICALE E DI SPETTACOLO.

Per informazioni

E-mail: info@associazionecharlie.com

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The Either/Orchestra feat. Mulatu Astatke & Mahmoud Ahmed ad “Aperitivo in Concerto”

PRIMA E UNICA DATA ITALIANA

Domenica 24 gennaio 2010, ore 11.00
Teatro Manzoni

DALL’ETIOPIA AL JAZZ: UN’ECCEZIONALE BIG BAND INCONTRA I GRANDI PROTAGONISTI DELL’ETHIO-JAZZ

THE EITHER/ORCHESTRA
feat.: MULATU ASTATKE
& MAHMOUD AHMED

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Voce
Mahmoud Ahmed

Vibrafono e percussioni
Mulatu Astatke

Direzione, sassofoni soprano e tenore
Russ Gershon

Tromba
Tom Halter
Dan Rosenthal

Trombone
Joel Yennior

Sassofono contralto
Hailey Niswanger

Sassofono baritono
Charles Kohlhase

Pianoforte e tastiere
Rafael Alcala

Contrabbasso
Rick McLaughlin

Batteria
Pablo Bencid

Congas e percussioni
Vicente Lebron

Come primo evento del nuovo anno, “Aperitivo in Concerto” presenta, domenica 24 gennaio 2010, alle ore 11.00, al Teatro Manzoni di Milano (via Manzoni, 42), in unica data per l’Italia, due nomi eccezionali: Either/Orchestra, una delle big band più acclamate sulla scena internazionale, e il celeberrimo vibrafonista Mulatu Astatke, considerato il padre dell’Ethio-jazz.

The Either/Orchestra

Fondata nel 1985 dal sassofonista Russ Gershon, la Either/Orchestra da tempo realizza progetti in cui le forme contemporanee si sposano ai molteplici linguaggi della tradizione africana-americana. L’orchestra, che vanta solisti d’eccezione come lo stesso Gershon e il baritonista Charlie Kohlhase, ha allacciato un rapporto particolare e originalissimo con alcuni grandi artisti etiopi, testimoniato anche discograficamente dalla nota serie Ethiopiques, dedicata al fiorire rigoglioso del jazz e di un nuovo tipo di linguaggio musicale popolare, basato sulla commistione fra tradizione etiope e canzone pop americana, sviluppatosi in Etiopia a partire dagli anni Sessanta con risultati di straordinaria rilevanza, rimasti a lungo sconosciuti in Occidente.
Nel 2004, prima orchestra americana a presentarsi in Etiopia dopo l’esibizione della Duke Ellington Orchestra nel 1973, la Either/Orchestra ha partecipato all’Ethiopian Music Festival di Addis Abeba, collaborando con alcuni celebri artisti locali, fra cui Mulatu Astatke (alcuni ricorderanno la sua straordinaria partecipazione alla colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmusch), vibrafonista e tastierista di vaglia, collaboratore di Duke Ellington, fondatore del cosiddetto Ethio-jazz, in cui si fondono retaggi etiopi con influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica.
Per la prima volta in Italia in un tale contesto improvvisativo, Mulatu Astatke, con la collaborazione dell’altrettanto celebre cantante Mahmoud Ahmed, presenterà assieme a Either/Orchestra una rilettura affascinante e coinvolgente di un grande momento storico della musica africana e dei suoi rapporti con il jazz. Un viaggio alla riscoperta di affascinanti radici che riguardano tutti noi.

Mulatu Astatke

Mulatu Astatke (o Astatqé), vibrafonista e compositore, è considerato il padre dell’Ethio-jazz, combinazione fra musica tradizionale etiope, jazz e tradizione ispanoamericana. Nato nel 1943 a Jimma, in Etiopia, ha studiato musica a Londra, New York e Boston, dov’è stato il primo africano a frequentare la Berklee School of Music. Tornato in Etiopia, Astatke lavora lungamente come strumentista e direttore d’orchestra, affiancando persino Duke Ellington ed altri celebri musicisti americani. A lungo sconosciuto al di fuori della patria, conquista iniziale celebrità grazie alla collaborazione, iniziata nel 2004, con la Either/Orchestra, con cui si esibisce ogni anno negli Stati Uniti e in Europa. Nel 2005, una sua composizione viene inserita nella colonna sonora del film Broken Flowers di Jim Jarmush. Nel 2008 egli firma un’applaudita incisione, a Londra, con il collettivo psyche-jazz The Heliocentrics. La nota serie discografica Ethiopiques (Buda Musique) dedica nel 1998 un’intero capitolo alla sua musica, testimoniando inoltre la sua collaborazione, e quella di Mahmoud Ahmed, con la Either/Orchestra.
Fra il 2007 e il 2008, Astatke ha completato, presso la Harvard University, l’opera Yared, basata sulla modernizzazione di una serie di fonti musicali tradizionali etiopi. Al contempo, ha ottenuto l’incarico di Artist-in-Residence presso il Massachusetts Institute of Technology, creando presso il MIT Media Lab una versione moderna del krar, strumento tradizionale etiope. Nel corso del 2009 ha inoltre collaborato con noti improvvisatori quali Phil Ranelin, Bennie Maupin, Azar Lawrence.

Mahmoud Ahmed

Nato ad Addis Abeba nel 1941, il celebre cantante etiope Mahmoud Ahmed esordisce professionalmente nel 1961, esibendosi con la orchestra militare Imperial Body Guard Band fino al 1974 ed incidendo con complessi come Amha e Kaifa. Negli anni Ottanta, dopo essere stato uno fra i primi artisti etiopi ad esibirsi negli Stati Uniti, apre un proprio negozio di dischi ad Addis Abeba, pur continuando ad esibirsi. Influenzato da un cantante come Tlahoun Gèssèssè, collabora con complessi e artisti, anche non etiopi, come Ibex Band, Venus Band, Idan Raichel Project, Roha Band, Badume’s Band. Grazie alle esibizioni con la Either/Orchestra rinnova il proprio successo anche negli Stati Uniti; il suo lavoro viene ampiamente testimoniato dalla serie discografica Ethiopiques. Ancora oggi egli è forse il più popolare artista fra le comunità etiopi in tutto il mondo.

Biglietti

Biglietto intero €12 + prevendita
Ridotto giovani €8 + prevendita

Prevendita

Cassa del Teatro: 02.7636901
Numero verde: 800-914350
Circuito Ticketone + Call Center: 892.101

Posti fissi e numerati

Per informazioni

Teatro Manzoni
via Manzoni, 42
Tel: 02.7636901
E-mail: info@teatromanzoni.it
Web: www.aperitivoinconcerto.com
Web: www.teatromanzoni.it/aperitivo

“Jazz in Forte”. Note libere a frequenza bisettimanale a Roma

DA VENERDI’ 22 GENNAIO A VENERDI’ 2 APRILE

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JAZZ in FORTE alter Club parte dall’esigenza di uno spazio di aperta condivisone della musica jazz e nasce nel Forte Prenestino poiché luogo simbolo della cultura libera a Roma.

JAZZ in FORTE è musica jazz a frontiera mobile, 12 concerti e 6 serate per una rassegna pensata in alterità. La rassegna apre alla migliore musica jazz della scena romana ed è attenta a quella più pregevole che trova sempre meno spazio nelle scelte commerciali dei locali e delle istituzioni.
La rassegna muove infatti dalla esigenza di fruire di musica jazz in modalità distante da circuiti predisposti o d’appannaggio di un pubblico respingente di soli addetti ai lavori. La rassegna è pensata sulla qualità forte della programmazione e sulla realtà autogestita del centro sociale: il jazz è per natura compositivamente in conflitto con gli orientamenti culturali prestabiliti.

La radice profonda e vitale del jazz, da cui la rassegna ha tratto ispirazione, è quella compenetrata da sempre alla scena romana. Il jazz capitolino di questi ultimi anni, al contrario, se anche di una qualità musicale altissima, si mostra privo di memoria riguardo le condizioni adatte di dinamico scambio di cui si valeva appena qualche anno fa. Questo avveniva in luoghi, per fare solo il nome più noto, come il MUSIC INN.

JAZZ in FORTE, Note libere a frequenza bisettimanale perché, a venerdì alternati in ognuna delle 6 date, si esibiranno 2 formazioni. La prima serata, aperta da Rita Marcotulli al Forte Prenestino, inaugura la nuovissima Sala CLUB: meditato habitat per il jazz e l’ascolto, istintivo ed eufonico, concepito per ospitare.

Il palco del Forte Prenestino è una realtà straordinaria di promozione della cultura sul territorio, contiene di per sé una partecipazione storica di forme musicali e spazi che si alternano, forme di espressioni di arte che da sempre trovano casa al Forte, si rimandano e discorrono con la musica. A ciò guarda il programma composto di 6 serate: un doppio live in ogni appuntamento, un venerdì sì ed uno no, dal 22 gennaio fino al 2 aprile.

JAZZ in FORTE torna alla molteplicità di visioni e alla meditata emozione jazzistica in uno spazio rinnovato: perchè fermenti l’asimmetria, la combinazione irregolare e confidenziale, la libertà incondizionata dell’artista, l’invenzione sperimentale e la molteplicità formale in un unicum organico di palinsesto, sottoposto al criterio guida più difficile: quello di apparire esaustivo. La rassegna racconta in una certa misura la scena jazz a più colori della città di Roma.

JAZZ in FORTE realizza la lingua nomade del jazz, liberata dalle incrostazioni metodologiche. All’insegna del libero scambio di cultura.

Per informazioni

Web: www.jazzinforte.net

Al via l’edizione 2010 di “Ostinati!” a Padova

EDIZIONE 2010

OSTINATI!

Nove concerti da gennaio a maggio 2010, con grandi artisti che solcano la linea tra jazz di ricerca, composizione contemporanea e improvvisazione.

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E’ il ritorno di “Ostinati!” , l’ormai consueta rassegna stagionale fiore all’occhiello del Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova, che rilancia un programma composito, ricco di artisti consolidati ma soprattutto di nuove proposte provenienti da oltreoceano, capaci di oltrepassare il concetto di genere in nome di un’idea trasversale della creatività musicale.
Saranno ancora i teatri cittadini del Torresino e del Lux le sedi della manifestazione, con un’eccezione importante alla Sala dei Giganti del Liviano.
Il concerto di esordio è fissato per venerdì 22 gennaio al Lux con il trio THE BAD PLUS, formato da Ethan Iverson (piano), Reid Anderson (contrabbasso) e Dave King (batteria), campioni della rilettura creativa di pop-songs ma anche raffinati compositori-arrangiatori.
La settimana successiva, martedì 26, Ostinati! si trasferisce al Torresino per una rara apparizione italiana dei FIELDWORK (Vijay Iyer al pianoforte, Steve Lehman ai sassofoni e Tyshawn Sorey alla batteria), altro trio di punta della sperimentazione attuale di New York.
Il primo trittico di conclude al Lux il successivo primo febbraio con il ritorno a Padova del batterista HAMID DRAKE, questa volta come leader del gruppo BINDU, un sestetto che indaga il rapporto tra jazz e musica giamaicana.
Il 16 febbraio al Torresino un nuovo progetto che mette a contatto due realtà indipendenti del jazz come la Skirl Records e l’italiano El Gallo Rojo: la BENEFIT BAND del sassofonista CHRIS SPEED, con Oscar Noriega ancora ai saxes, Danilo Gallo al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria. Il quartetto ospiterà in alcuni brani il batterista Jim Black.
L’ultimo progetto del cornettista ROB MAZUREK, denominato SOUND IS, è invitato sempre al Torresino il 26 febbraio: una band che include i bassisti Matthew Lux e Josh Abrams, il vibrafonista Jason Adasiewicz ed il batterista dei Tortoise John Herndon.
La prima parte della rassegna si conclude alla Sala dei Giganti, il primo marzo, con un concerto di solo piano di CRAIG TABORN.
Dopo una pausa di quasi due mesi, il 26 aprile si ricomincia con il sassofonista LARRY OCHS leader in questa occasione del quartetto KINHOUA (con Dohee Lee, Wilbert De Joode e Scott Amendola), al Lux.
Si torna al Torresino il 3 maggio, quando in pedana sarà il gruppo PEOPLE, PLACES & THINGS, guidato dal batterista di Chicago MIKE REED. Un quartetto completato da Tim Haldeman, Greg Ward e Jason Roebke. Stessa sede per l’ultimo appuntamento il 19 maggio: si esibirà la flautista JAMIE BAUM con il suo quintetto, comprendente Ralph Alessi, Gorge Colligan, Johannes Weidenmueller e Jeff Hirshfield.

Biglietti

I prezzi del biglietti sono fissati a 12 euro per gli interi, 10 per i ridotti e 8 euro per gli studenti universitari. Sarà possibile acquistare pacchetti di 3 biglietti per concerti consecutivi a 30, 24 e 18 euro.

Per informazioni

Per ogni informazione contattare il Centro d’Arte, telefono 0498071370 (dalle 10 alle 15) e consultare il sito www.centrodarte.it

E’ uscito JAZZIT 56 (gennaio|febbraio 2010)

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La nostra pubblicazione bimestrale da più di dieci anni è impegnata nella divulgazione della musica jazz in Italia. La preziosa fattura tipografica (stampa in piano e rilegatura con brossura cucita) rende ogni numero della rivista un volume da collezionare.
JAZZIT si distingue per ampie COVER STORY monografiche dedicate ai protagonisti della scena jazz contemporanea e di sempre, e per gli studi abbinati all’allegato discografico edito dalla JAZZIT RECORDS (in collaborazione con il Museo del Jazz di Genova).
JAZZIT seleziona per i propri lettori una ricca agenda di concerti; presenta festival e rassegne; propone concorsi musicali; cura interviste ad artisti nazionali e internazionali; pubblica servizi di approfondimento storico-musicale; ricerca e fa conoscere nuove etichette discografiche nonché i migliori jazz club del nostro Paese e del mondo; cura rubriche di guida all’ascolto e di analisi di standard celeberrimi; recensisce dischi, libri e dvd, prestando particolare attenzione anche ai musicisti emergenti e alle ristampe di album storici; presenta una sezione dedicata all’audiofilia e all’Hi-Fi.
JAZZIT è corredata delle dispense didattiche a cura della Fondazione Siena Jazz.

CD ALLEGATO

CLYDE HART / 1936-1945 (JAZZIT RECORDS 06)

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COVER STORY
Freddie Hubbard – L’angelo nero

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01 L’angelo nero
di Gianni Morelenbaum Gualberto
02 Modelli. La genesi di un mito
di Gianni Morelenbaum Gualberto
03 La maturazione
di Gianni Morelenbaum Gualberto
04 Gli anni Sessanta. Al fianco degli innovatori
di Gianni Morelenbaum Gualberto
05 I neri e la diffusione del Canone africano-americano
di Gianni Morelenbaum Gualberto
06 Dalla fine degli anni Sessanta agli anni Ottanta
di Gianni Morelenbaum Gualberto
07 Epilogo
di Gianni Morelenbaum Gualberto
08 Discografia di Freddie Hubbard. Come leader / Come sideman / JAZZIT LIKES IT!
di Gianni Morelenbaum Gualberto

Daniele D’Agaro – “Exotica Domestica”

di Flavio Massarutto

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Un titolo così non lascia indifferenti. La dialettica e la coesistenza di strano e familiare, vicino e lontano è cosa dannatamente attuale. Come attuale e viva è la musica del sassofonista friulano contenuta nel suo ultimo album.

Francesco Cafiso – Un sax sospeso tra America e Sicilia

di Flavio Caprera

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Il 2009 è stato un anno prolifico per Francesco Cafiso, giovanissimo e affermato sassofonista dalle valenze nazionali e internazionali. Sembra passato molto tempo, da quando il trombettista Wynton Marsalis lo prese, ancora adolescente, sotto la sua ala portandolo con sé nell’European tour del 2003. Oggi Cafiso ha venti anni, ma suona e racconta la sua musica da consumato veterano del jazz.

Keith Jarrett – “Testament” il dolore e la catarsi

di Stuart Nicholson

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Un nuovo disco in piano solo di Jarrett. Un altro? Ebbene sì, un altro. E a quanto pare “Paris/London: Testament”, appena uscito per l’ECM, è anche molto particolare. In questa intervista con Stuart Nicholson, Jarrett ci spiega il perché, fra crisi esistenziali, rock e due parole su un famigerato concerto a Perugia…

Nuccia Produzioni – La bottega della musica

di Alceste Ayroldi

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Negli anni Ottanta Giuseppe Vadalà e Marcello Spinetti erano già mentalmente pronti per varare un’esperienza editoriale discografica ma c’era un problema: avevano dieci anni e non sembravano credibili. Ora i loro sogni hanno preso deciso corpo, materializzando una realtà indipendente. Ne parliamo con Giuseppe Vadalà, produttore artistico della label.

CD STORY
Clyde Hart – Dallo swing al bop

di Franco Fayenz

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Clyde Hart nasce a Baltimora, Maryland, nel 1910 (cinque anni dopo, nel 1915, vi nacque Billie Holiday) e muore a New York, il 19 marzo 1945. L’arco attivo della sua vita gli permette di assistere alla fase in cui il jazz tradizionale sfuma nello swing e di partecipare, nel momento in cui egli si affaccia alla sua brevissima maturità, allo scambio di consegne fra lo swing e il bebop, permeando il suo pianoforte del fascino sottile dei periodi di transizione e di ricerca.

Massimo Sammi – A movie for your ears

di Chiara Giordano

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Chitarrista e compositore genovese, Massimo Sammi inizia a suonare a dodici anni, complice un viaggio con suo padre a New York nel corso del quale ha modo di ascoltare dal vivo, in un club, Kenny Burrell, rimanendone folgorato dalla classe e dall’incredibile gusto melodico. Oggi debutta con un progetto discografico, “First Day”, dedicato e ispirato alle teorie matematiche del premio Nobel per l’Economia (1994) John Forbes Nash Jr.

Mirko Guerrini – Gli infiniti mondi paralleli del Cirko Guerrini

di Luciano Vanni

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“Il Bianco e l’Augusto” (Emarcy/Universal) è il nuovo capitolo discografico firmato da Mirko Guerrini a nome del suo collettivo, il Cirko Guerrini. Ne parliamo con il sassofonista fiorentino.

Sarah Jane Morris – La terra promessa

di Alceste Ayroldi

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La camaleontica cantante e autrice inglese, virata la boa dei cinquant’anni, si riappropria pienamente della sua verve compositiva e della sua libertà, anche espressiva. A poca distanza dalla pubblicazione di “Migratory Birds” (Fallen Angel, 2008), Sarah Jane torna a parlare di problematiche sociali, politiche e del suo recente passato personale con “Where It Hurts” (Fallen Angel, 2009).

Bugge Wesseltoft – La forma del jazz del futuro

di Stuart Nicholson

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A fine anni Novanta l’avanguardia veniva dalla Norvegia e si chiamava Bugge Wesseltoft, con la sua energetica miscela di improvvisazione e ritmi elettronici. Oggi Wesseltoft pubblica, per la sua etichetta Jazzland, un cofanetto di inediti di quegli anni (“New Conceptions Of Jazz”), ma anche un disco del tutto diverso, acustico, in piano solo (“Playing”). Ce ne parla Stuart Nicholson.

Bill Frisell – Viaggio nel cuore dell’America

di Sergio Pasquandrea

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Ormai da molti anni, Bill Frisell affianca al jazz l’esplorazione delle più profonde radici del folklore americano: country, bluegrass, americana, o comunque lo si voglia chiamare. “Disfarmer”, il suo ultimo disco da poco uscito per la Nonesuch, è l’ultimo capitolo di questo straordinario viaggio musicale.

Trio di Roma – Jazz in sala!

di Luciano Vanni

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Dopo trentatré anni di vita concertistica, quello che fu il Trio di Roma – composto da Danilo Rea al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria – ci consegna il suo primo capitolo discografico per conto della Emarcy, distribuzione Universal; intitolato, guarda caso, “33”.

George Benson – Songs and Stories

di Eugenio Mirti

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“Songs And Stories” (Concord, 2009) è il titolo dell’ultimo album
da leader di George Benson, un disco che Marcus Miller firma nella tripla veste di musicista, arrangiatore e produttore. Quale migliore occasione per costruire un’analisi stilistica e formale della materia musicale incisa, attraverso un più profondo sguardo sulla cifra espressiva del chitarrista di Pittsburgh.

Jan Garbarek – Il sassofonista riluttante

di Stuart Nicholson

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Nonostante sia uno dei pilastri del jazz europeo, Jan Garbarek è sempre stato un artista schivo, che ama vivere lontano dai riflettori. Stuart Nicholson ha approfittato dell’uscita del suo ultimo disco per l’ECM, intitolato “Dresden. In Concert”, per offrirci un ritratto a tutto tondo del sassofonista.

Walter Beltrami – Le note sfuggenti di “Timoka”

di Luciano Vanni

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Il chitarrista Walter Beltrami ha costruito attorno a sé un’organizzazione multiforme in grado di produrre e promuovere musica ed eventi. Con l’album “Timoka” inaugura la sua label indipendente, la Re:think-art Records.

Max De Aloe – Ciak, si suona!

di Roberto De Virtis

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“Apnea” è il nuovo disco di Max De Aloe e Bill Carrothers (Abeat Records) ispirato ai romanzi dello scrittore giapponese Murakami Haruki. Abbiamo chiesto a De Aloe di raccontarci questo suo progetto da vero regista.

Bobby Previte – “Pan Atlantic”

di Sergio Pasquandrea

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Batterista pensante, animatore della scena newyorkese degli ultimi venti anni, Bobby Previte ha riunito in “Pan Atlantic” alcuni dei migliori nomi dell’avanguardia europea.

Cristina Zavalloni – “Solidago”: una voce in gioco

di Sergio Pasquandrea

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L’arte di Cristina Zavalloni è l’arte della sorpresa: jazz, musica contemporanea, pop, persino rock, si fondono al servizio di un virtuosismo vocale inimitabile.

RUBRICHE

SHADOWS – I COSIDDETTI “MINORI” E I DIMENTICATI DEL JAZZ

a cura di Giorgio Merighi

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STORIE DI STANDARD / Liza o del minstrel rovesciato

a cura di Luca Bragalini

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JAZZ ANATOMY / I’ve Got You Under My Skin: Red Norvo Trio e il gusto del Noir

a cura di Roberto Spadoni

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E ancora…

JAMMIN’ – JAZZ NEWS
a cura di Chiara Giordano

RECORDS – JAZZ REVIEW
a cura di Alceste Ayroldi, Roberto De Virtis, Giorgio Lombardi, Eugenio Mirti, Gianni Morelenbaum Gualberto, Sergio Pasquandrea, Roberto Paviglianiti e Luciano Vanni

OLDIES BUT GOODIES – JAZZ REVIEW
a cura di Luciano Vanni

DVD – JAZZ REVIEW
a cura di Luciano Vanni e Lino Patruno

BOOKS – JAZZ REVIEW
a cura di Alceste Ayroldi, Eugenio Mirti e Luciano Vanni

EQUIPMENT & AUDIO – Jazz Sound
a cura di Pierluigi Sandonnini

JAZZIT LIKES IT!

GENNAIO/FEBBRAIO 2010 a cura della redazione di JAZZIT

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DISCHI

Walter Beltrami, Timoka (RE:THINK-ART, 2009)
Piero Bittolo Bon Jump The Shark, Sugoi Sentai! Gattai!! (EL GALLO ROJO, 2009)
Terence Blanchard, Choices (CONCORD, 2009)
Francesco Cafiso Island Blue Quartet, A New Trip (PHILOLOGY, 2009)
Cisi – Pozza – Rolff – Zirilli, Naked (EFFE MUSIC, 2009)
Daniele D’agaro Adriatics Orchestra, Exotica Domestica (ARTESUONO, 2009)
Dave Douglas Brass Ecstasy, Spirit Moves (GREENLEAF, 2009)
Bill Frisell, Disfarmer (NONESUCH, 2009)
Jan Garbarek, Dresden. In Concert (ECM, 2009)
Stefon Harris & Blackout, Urbanus (CONCORD JAZZ, 2009)
Freddie Hubbard, Without A Song. Live In Europe 1969 (BLUE NOTE, 2009)
Iyer Trio, Historicity (ACT, 2009)
Keith Jarrett, Paris/London. Testament (ECM, 2009)
Charlie Parker, Complete Bird At The Open Door (RARE LIVE RECORDINGS, 2009)
Lino Patruno & The American All Stars, It Had To Be You (JAZZOLOGY, 2009)
Bobby Previte, Pan Atlantic (AUAND, 2009)
Alvin Queen, Mighty Long Way (ENJA, 2009)
Sonny Rollins – Don Cherry Quartet, The Complete 1963 Copenhagen Concert (JAZZ LIPS MUSIC, 2009)
Massimo Sammi, First Day (MASSIMO SAMMI, 2009)
Tomasz Stanko Quintet, Dark Eyes (ECM, 2009)
Aki Takase – Louis Sclavis, Yokohama (INTAKT RECORDS, 2009)
Trio di Roma, 33 (EMARCY, 2009)
Dino Betti Van Der Noot, God Save The Earth (SAM PRODUCTIONS, 2009)
Bugge Wesseltoft, New Conceptions Of Jazz (JAZZLAND RECORDINGS, 2009)

DVD

Bill Frisell, Live In Montreal (EMARCY, 2009)
Fred Hersch, Let Yourself Go (JAZZ DIMENSION, 2009)
Arthur Lubin, La città del jazz (EAGLE PICTURE, 2009)

LIBRI

- Jamey Aebersold, Come suonare e improvvisare Vol. 1 (VOLONTE’ & CO., 2009)
- Luca Ragagnin, Un Amore Supremo (INSTAR LIBRI, 2009)

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Giovanni Guidi Unknown Rebel Band – Gianluca Petrella Cosmic Band

Il 17 gennaio alle 21, presso la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco Della Musica a Roma, doppio concerto jazz con GIOVANNI GUIDI “UNKNOWN REBEL BAND” e GIANLUCA PETRELLA COSMIC BAND.

Ingresso unico: 2 euro

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UNKNOWN REBEL

Giovanni Guidi – pianoforte e direzione
Dan Kinzelman – sax tenore e arrangiamenti
Mauro Ottolini – trombone
Fulvio Sigurtà – tromba
Mirco Rubegni – tromba
Daniele Tittarelli – sax alto
David Brutti – sax basso
Joe Rehmer – contrabbasso
Joao Lobo – batteria
Michele Rabbia – percussioni

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COSMIC BAND

Gianluca Petrella – trombone, efx, melodica ,arrangiamenti e direzione
Mirco Rubegni – tromba
Francesco Bigoni – sax tenore
Beppe Scardino – sax baritono
Gabrio Baldacci – chitarra
Giovanni Guidi – pianoforte
Alfonso Santimone – rhodes, melodica, laptop, efx
Francesco Ponticelli – contrabbasso
Federico Scettri – batteria
Simone Padovani – percussioni

ENRICO RAVA

“Ormai lo sanno tutti, lo scrivono le principali riviste di jazz internazionali, lo riconoscono i musicisti di tutto il mondo: in questi ultimi anni in Italia si è verificato un vero e proprio miracolo per quanto riguarda il jazz. Sono spuntati dappertutto, dal nord al sud, solisti straordinari in grado di parlare ad altissimi livelli il linguaggio di questa musica. Giovani, a volte adolescenti, dotati di tecnica efficientissima, di conoscenza della tradizione, di grande fantasia e di passione. Dal bop all’avanguardia, non c’è area che non sia stata occupata da una schiera di nuovi musicisti. Fino a qualche anno fa erano molto rari però, a fronte di improvvisatori eccezionali, progetti e situazioni interessanti e originali che stimolassero in modo determinante la loro creatività.
Ultimamente anche questa lacuna è stata colmata. Sono ormai numerosi i gruppi con una cifra stilistica personale che cercano, con determinazione, una strada che li porti in nuovi territori.
Le due formazioni di questa sera ne sono la dimostrazione più eloquente.
La Unknown Rebel Band nasce da un’idea di Giovanni Guidi e si ispira in modo dichiarato sia ideologicamente che musicalmente al lavoro di Charlie Haden con la sua prima Liberation Orchestra. Però la simulitudine è solo nelle intenzioni iniziali perchè poi la musica si sviluppa in modo assolutamente autonomo, grazie alle bellissime composizioni di Guidi, arricchite dagli arrangiamenti di Dan Kinzelmann. Ho avuto modo di ascoltare questo gruppo sia su cd che dal vivo e ne sono stato conquistato. Grande energia, splendidi assoli, sempre all’interno di una logica drammaturgica che fa dell’insieme di questi brani una piccola ma affascinante suite. Mi fa particolarmente piacere che sia Giovanni Guidi (ormai complice delle mie avventure musicali) a guidare questa band, perchè lo conosco da quando era bambino e l’ho visto crescere con questa passione quasi maniacale per la musica, l’ho visto migliorare giorno per giorno fino a diventare uno dei musicisti italiani più interessanti. Ma tutti i partecipanti a quest’impresa meriterebbero la menzione d’onore. Dalla sezione ritmica attenta, ineccepibile e piena di invenzioni e di swing, ai fiati eccellenti nel gioco d’insieme ed eccellenti come solisti.
In quanto a Gianluca Petrella, lo ripeto un’ennesima volta, si tratta di uno dei più bei regali che il jazz italiano ci abbia fatto in tutta la sua storia. Trombonista unico, uno dei più grandi al mondo (come tra l’altro risulta dagli ultimi referendum del Down Beat, la bibbia americana del jazz), con una conoscenza di questa musica a 360 gradi, dotato di una tecnica fuori del comune che però non incombe, come quasi sempre succede con i cosidetti ” virtuosi dello strumento”. Compositore originalissimo e leader visionario oltrechè sideman indispensabile (ne so qualcosa io), ha ideato già da più di un paio d’anni questa Cosmic Band che, come il nome suggerisce, è un omaggio al grande Sun Ra, musicista imprescindibile ma purtroppo non ricordato come meriterebbe. Anche qui l’idea di Sun Ra serve solo a dar fuoco alle polveri, perchè dopo un attimo la musica esplode e incomincia a raccontare una storia che è quella, e solo quella, di Gianluca Petrella, pur incorporando frammenti di memoria di Monk o di Ellington mescolati con elettronica e improvvisazione radicale.
Coadiuvato da musicisti bravissimi sintonizzati esattamente sulla sua lunghezza d’onda, Petrella è riuscito a mettere insieme una band che è sicuramente una delle cose più vive ed eccitanti che oggi si possano ascoltare”.

Per informazioni

Web: www.auditorium.com

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