Valamar

Archivio del 08/2009


E? uscito JAZZIT n° 54 (settembre/ottobre 2009)

JAZZIT n. 54 SETTEMBRE/OTTOBRE

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La rivista esce con ben 216 pagine (stampate in piano e rilegate in brossura cucita) di news, festival e rassegne, interviste, servizi di approfondimento storico-musicale, rubriche, guide all’ascolto, recensioni e dispense didattiche.

CD ALLEGATO

In allegato il cd “HARRY WARREN 1893 – 1981â€:

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Chick Corea – Returns

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01 Gli anni della formazione. El alma latina
di Gianni Morelenbaum Gualberto
02 Dalle prime incisioni da leader a Circle
di Enzo Pavoni
03 “Chick’s Piano Improvisations”
di Gianni Morelenbaum Gualberto
04 L’adesione a Scientology
di Luciano Vanni
05 Return to Forever: “Fusion Era”
di Massimiliano Marangoni
06 Crystal Silents: in duo con Gary Burton
di Mauro Grossi
07 Chick’s Classic: il repertorio classico
di Sergio Pasquandrea
08 Akoustic and Elektric Band: fra scrittura e improvvisazione
di Gianni Morelenbaum Gualberto
09 Chick’s Friends: la grande famiglia
di Luciano Vanni
10 “Chick to Chick”: l’idea i composizione, da grande chef
di Mauro Grossi
11 Un esempio di composizione: analisi del brano Cappuccino
di Mauro Grossi
12 Chick’s View: storia di un incontro
di di Stefano Bollani
13 Five Peace Band: insieme nel segno di Miles
di Stuart Nicholson
14 Chick Corea’s Discography
di Luciano Vanni

Mauro Ottolini – La musica in marcia

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Una carriera iniziata come trombonista nell’orchestra dell’Arena di Verona poi abbandonata per inseguire la musica che ama: il jazz. Mauro Ottolini è un musicista entusiasta, un goloso dei suoni, un vagabondo sempre pronto a posare le tende e altrettanto lesto a levarle.

Helge Lien – Il trio venuto dal Nord

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Il 24 gennaio scorso il disco “Hello Troll†dell’Helge Lien Trio si è aggiudicato lo “Spellemannprisen 2008â€, corrispettivo norvegese del Grammy Award statunitense. Dopo dieci anni di lavoro, finalmente il succeso. Ce lo racconta il leader della formazione intervistato per noi da Stuart Nicholson.

Lorenzo Tucci: il “nuovo tocco”

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Dopo “Sweet Revelation†(Philology, 2001) e “DruMonk†(Via Veneto Jazz, 2007) esce per la Schema Records il nuovo disco a nome del batterista Lorenzo Tucci, “Touchâ€. Rivoluzione copernicana sotto la stella delle grandi orchestre e all’insegna di diverse espressioni musicali che spaziano dal jazz al funk, dalla bossa nova al latin sino al pop e alla dance music.

George Russell – Living time. Un breve ricordo

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Dal “grande†(?) pubblico George Russell – deceduto il 27 luglio scorso, all’età di 86 anni – era stato dimenticato da tempo. Forse, addirittura, non era mai stato conosciuto. Alcune fra le sue opere più preziose (basti pensare a “Living Time†con Bill Evans) erano già da molto scomparse dagli scaffali dei negozi di dischi,
né erano in molti a pensare di ripubblicarle. Come ebbe a definirlo Ian Carr: «The Invisible Guru».

Felice Clemente – Felice con Blue

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Con “Blue Of Mine†il sassofonista, clarinettista e compositore lombardo Felice Clemente licenzia il suo sesto album da leader, il secondo con la Crocevia di Suoni Records, etichetta discografica indipendente che il musicista ha fondato nel 2007 per autoprodurre la propria musica.

Yaron Herman – Alla ricerca dell’identità

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Ventotto anni, israeliano ma residente da tempo in Francia, Yaron Herman è uno dei talenti più imaginifici emersi in questi ultimi anni. Pianista virtuoso, inventivo, aperto a tutte le influenze, pubblica ora “Muse†(Laborie Jazz), il secondo disco del suo trio con Matt Brewer (contrabbasso) e Gerald Cleaver (batteria).

Claudio Sessa – A spasso con i contemporanei

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Prima parte di una triade di futura pubblicazione, esce per il Saggiatore Le età del jazz. I Contemporanei di Claudio Sessa. Lo intervista per noi Flavio Massarutto .

Guido Leotta – L’accompagnatore di parole con swing

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La cooperativa Tratti di Faenza, editrice della collana di audio-libri Carta da Musica, ha di recente licenziato “Piano Delta Bluesâ€, un racconto musicato dal quintetto jazz Faxtet. Ne parliamo con Guido Leotta, autore del testo e sassofonista della band.

Trilok Gurtu – Radici universali

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Ha profonde radici, la musica di Trilok Gurtu , e allo stesso tempo è aperta a tutte le influenze e a tutte le culture. Un’antitesi feconda, che da più di vent’anni dà linfa alla sua musica. La si ritrova anche in “Massical†(BHM Productions), il suo ultimo lavoro, in cui India, Africa e jazz si mescolano senza soluzione di continuità.

Harry Warren – Swing all’italiana

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Da qualche anno i critici musicali stanno riscoprendo, con meraviglia, il valore di Harry Warren, compositore italo-americano stranamente trascurato – dove si consideri che con le sue musiche ha vinto tre Premi Oscar (1936, 1944, 1947) due ASCAP Award (postumi), ricevuto undici nominations per l’Oscar (dal 1938 al 1958) e che negli anni Trenta, assieme al paroliere Al Dubin, costituiva la coppia più affermata nelle musiche da film, arrivando a superare Irving Berlin.

Maria Pia De Vito – Opening Doors

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Incontriamo Maria Pia De Vito in occasione del suo esordio in casa Emarcy / Universal con l’album dal titolo “Mind The Gapâ€, una produzione ricca, abbondante e rivelatrice della maturità stilistica ed espressiva della cantante; a dire il vero, un album profondamente autobiografico.

Jan Lundgren – Standards

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La doppia uscita discografica in casa ACT del pianista Jan Lundgren, “European Standards” e “Swedish Standards †ci porta a costruire un breve profilo del musicista svedese, tra i più eclettici, ispirati e convicenti della nuova generazione.

Panic Jazz Club

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Appare all’improvviso sullo sfondo, arrivando dalla pianura: un castello medievale su di una collina punteggiata di ciliegi. Castello, scacchi (c’è in settembre una partita in costume) e fiori di ciliegio: è raccolta in questi tre simboli Marostica, cittadina del Veneto cresciuta a nord di Vicenza, tra i colli che preludono all’altopiano di Asiago.

Renzo Ruggieri – Visita guidata per musica estesa

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“Collectionâ€, edito da Associazione Promozione Arte, raccoglie dieci anni di attività musicale di Renzo Ruggieri, occasione per ascoltare alcune tra le più significative composizioni e performance del fisarmonicista abruzzese. Niente di meglio per conoscere più da vicino uno dei migliori interpreti italiani del suo strumento.

John Taylor – La musica trasparente

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È uno dei più raffinati pianisti in circolazione. È uno dei maestri del jazz europeo. È un musicista per musicisti, per il quale la stima dei colleghi non ha mai coinciso con un vasto succeso di pubblico. È John Taylor, che ora pubblica “Phasesâ€, un disco in cui il suo pianismo intimo, intriso di influenze classiche si misura con la prova dell’incisione in solitudine.

Dado Moroni – SoloesoltantoDado

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“Solodadoâ€, l’ultimo lavoro discografico per l’etichetta Abeat Records, era un disco atteso da chi apprezza il talento di Dado Moroni: da quando lo si sapeva in America a suonare il gospel nelle chiese battiste. Gospel che qui torna in Prayer: «Un omaggio alla scuola di Memphis, dei suoi pianisti in particolare, eccezionali. E se vuoi un nome, James Wiliams», dice Dado.

Biréli Lagrène – Le infinite routes

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La ristampa di tre registrazioni live degli anni Ottanta ad opera dell’etichetta Le Chant Du Monde e l’uscita di due nuovi album per conto della Dreyfus Jazz ci hanno portato a costruire un breve profilo storico e stilistico su Biréli Lagrène.

RUBRICHE

JAMMIN’ – JAZZ NEWS
a cura di Chiara Giordano

SHADOWS – I COSIDDETTI “MINORI” E I DIMENTICATI DEL JAZZ
a cura di Giorgio Merighi
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STORIE DI STANDARD / How Long Has This Been Going On o della stipula del contratto
a cura di Luca Bragalini
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JAZZ ANATOMY / I’m Getting Sentimental Over You: Le scorribande armoniche di J&B
a cura di Roberto Spadoni
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RECORDS – JAZZ REVIEW
a cura di Alceste Ayroldi, Flavio Caprera, Valentino Casali, Roberto De Virtis, Sergio Pasquandrea e Luciano Vanni

DVD – JAZZ REVIEW
a cura di Luciano Vanni

EQUIPMENT & AUDIO – Sounds Good. Guida all’ascolto
a cura di Pierluigi Sandonnini

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DOVE TROVARE JAZZIT

In edicola, circuito Feltrinelli, JAZZIT Point (scuole di Musica, jazz club, negozi di musica, negozi di strumenti musicali, librerie specializzate) e abbonati JAZZIT. Consulta i nostri punti vendita su questo sito

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Culatello & Jazz presso il Castello di Roccabianca (PR)

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Spirito Verdiano e Associazione Culturale Rest-Art presentano Culatello & Jazz, una serata allʼinsegna dellʼeccellenza, nata dallʼidea di unire tradizione e sapori del territorio a eventi musicali inediti.

Palcoscenico per questo dialogo culturale, che vedrà lʼalta cucina affiancata a uno straordinario momento di musica dal vivo, il Castello di Roccabianca, scenografia ideale tra tradizione, arte e ricerca contemporanea.

La preparazione della cena sarà curata dallo chef Massimo Spigaroli, dal ristorante “Il Cavallino Bianco†di Polesine Parmense, che da grande interprete della tradizione proporrà un menù partendo da una materia prima unica come il culatello.
Mentre lʼaltro grande momento della serata sarà il concerto del Dynamic Trio: Fabrizio Bosso, talento unico e sicuramente uno tra i migliori trombettisti nellʼattuale scena jazz internazionale sarà accompagnato da due musicisti dʼeccezione quali Luca Mannutza e Lorenzo Tucci nel proporre un set raffinato, preciso e sorprendente, in cui batteria, organo Hammond e Fender Rhodes accompagneranno lʼeccezionale tecnica del trombettista piemontese.

Questa prima collaborazione tra Spirito Verdiano e lʼAssociazione Rest-Art, sarà quindi unʼoccasione unica per promuovere la cultura, la musica e i prodotti dʼeccellenza sul territorio, creando un evento inedito e imperdibile.

FABRIZIO BOSSO

Nato a Torino, Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni.
Dopo aver conseguito il diploma al conservatorio G. Verdi di Torino, ha coltivato di continuo gli interessi per la musica di estrazione colta accostandosi al jazz, abbandonandosi al suo richiamo forte e suadente. Ciò che contraddistingue lʼartista è il connubio di una perfezione tecnica e la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica del suono non sono mai scontati e il senso dello swing è spinto agli eccessi. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento†del jazz e nel 2002 gli viene assegnato il prestigioso premio europeo “Django DʼOrâ€. Fonda il suo quartetto con Lussu, Bulgarelli e Tucci, con cui incide nel febbraio 2007 “Youʼve Changedâ€, prodotto dalla Emi/Blue Note, che segna la sua definitiva consacrazione ad artista internazionale. www.fabriziobosso.com

IL CASTELLO DI ROCCABIANCA

Piazza Garibaldi, 5 – 43010 Roccabianca (Parma)
Costruito attorno alla metà del Quattrocento per l”amata Bianca Pellegrini dal Magnifico Pier Maria Rossi, alla morte di questi passa ai Pallavicino e, più tardi, ai Rangoni. Nel 1831 viene avocato da Maria Luigia alla Camera Ducale. Sovrastano la struttura, possente e quadrata, il mastio e due torri angolari. Recenti restauri (sale dei Feudi, dei Paesaggi, dei Quattro Elementi, sala Rangoni) hanno messo in evidenza pregevoli decori a fresco e stemmi araldici nel porticato antistante la famosissima Camera di Griselda con la ricostruzione moderna del quattrocentesco ciclo pittorico ispirato alla centesima novella del Boccaccio. www.castellidelducato.it

SPIRITO VERDIANO

Pensando allo SPIRITO VERDIANO immediatamente emergono immagini, colori, sapori, suoni che contraddistinguono un territorio geografico il quale da sempre riesce a far scaturire dalla nostra memoria suggestioni dalle più svariate sfumature. Partendo dalle celebrate note del maestro Verdi infatti, i rimandi al territorio e alla sua tradizione sono diretti e molteplici. Spirito Verdiano è uno stile che affonda le proprie radici nella tradizione, raccontando di terre nebbiose, di cibi rinomati, di lente giornate passate ad assaporare il gusto di una realtà che dà significato alla qualità della vita. Lʼamore per la terra, la storia e la cultura delle “terre basse” dove SPIRITO VERDIANO trova il suo humus hanno dato vita al progetto di realizzare prodotti che rappresentassero lo spirito di questo territorio,ma in particolare eventi musicali, manifestazioni a carattere enogastronomico, momenti di riflessione che restituissero in modo amplificato le emozioni scaturite dai luoghi verdiani legati alla “bassaâ€, volendo sottolineare la grande capacità aggregativi della tavola e della buona musica. SPIRITO VERDIANO è dunque un brand che nasce nel 2007 con lʼobbiettivo di produrre grappe e distillati, ma anche di divulgare attraverso la produzione di eventi “ad hoc†la cultura del proprio territori. www.spiritoverdiano.it

ASSOCIAZIONE CULTURALE REST-ART

LʼAssociazione REST-ART che dal 2003 produce Novara Jazz, nasce dallʼidea di progettare realizzare eventi innovativi al di fuori dei circuiti commerciali che sappiano far dialogare diverse forme espressive contemporanee, in primis la musica (jazz ed elettronica) e le arti visive (fotografia e video). Uno degli ultimi progetti curati da Rest-Art, VERT remixes the Novara Jazz Festival, è stato segnalato da The Wire come una delle uscite discografiche più originali del 2007. A Vicenza Rest-Art ha curato la grande serata di celebrazione per il 500° compleanno di Andrea Palladio.

Biglietti
www.vivaticket.it

Alla Casa del Jazz di Roma la V edizione del Festival Internazionale Roma Jazz?s Cool

V EDIZIONE

30 agosto – 7 settembre 2009

Il Festival ROMA JAZZ’S COOL nasce nel 2005, nell’ambito dei seminari di alto perfezionamento jazz organizzati dal Saint Louis College of Music in collaborazione con la Casa del Jazz. Ogni anno viene presentata una rassegna internazionale, con progetti e produzioni originali, elemento caratterizzante dell’intero festival, frutto dell’incontro di jazzisti americani ed europei con i grandi nomi del jazz italiano, concerti unici e irripetibili. La direzione artistica è a cura di Stefano Mastruzzi, musicista e direttore del Saint Louis College of Music e Francesca Gregori.

La programmazione dell’edizione 2009, che ha preso il via il 30 di agosto per chiudersi il 7 settembre, si amplia notevolmente rispetto alle edizioni precedenti, grazie anche al sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, arrivando a nove giorni consecutivi di concerti nel Parco della Casa del Jazz.

Ogni serata prevede un doppio appuntamento: il primo alle ore 21 a pagamento con produzioni di concerti originali e artisti affermati; nella seconda parte della serata, a partire dalle ore 22,30, si potrà assistere gratuitamente a formazioni particolarmente suggestive, presentazione di progetti discografici e a giovani artisti che si sono particolarmente affermati negli ultimi anni, vincendo premi e concorsi.

Contemporaneamente al Festival di concerti, dal 31 agosto al 6 settembre si terrà presso il Saint Louis il corso di alto perfezionamento JAZZ, tenuto dagli stessi musicisti protagonisti del Festival, che seguiranno gli allievi tutti i giorni in una full immersion di musica jazz, preparandoli per l’esibizione sul palco della Casa del Jazz la sera del 6 settembre, una straordinaria occasione per apprendere al fianco di grandi artisti.

PROGRAMMA CONCERTI

Lunedì 31 agosto ore 21, una Produzione Originale di Roma Jazz’s Cool (ingresso €10), con Enrico PIERANUNZI (piano), Larry GRENADIER (contrabbasso), Dedé CECCARELLI (batteria), un trio che riunisce tre straordinari musicisti per la prima volta insieme.
Ore 22:30, ingresso libero ARPA NUANCE DUO, Elisabetta ANTONINI (voce), Marcella CARBONI (arpa) nota cantante e autrice jazz romana in una impegnativa quanto magica formazione.

Martedì 1 settembre ore 21, nuova Produzione Originale (ingresso €10), Jeff BALLARD (batteria), Roberto GATTO (batteria), Salvatore BONAFEDE (piano), Dino RUBINO e Giovanni FALZONE (tromba), una formazione atipica che riunisce quattro formidabili musicisti italiani con uno dei più apprezzati batteristi americani. Una formazione inconsueta con due trombe e due batterie. Un progetto da non perdere assolutamente. Ore 22:30, ingresso libero WIND IN TUNES, affiatatissimo duo attivo da oltre 6 anni, sospeso fra improvvisazione pura e melodie mediterranee, Emanuele MELISURGO (sax), Simone MAGGIO (piano).

Mercoledì 2 settembre ore 21, altra Produzione Originale (ingresso €10), Phil MARKOWITZ (piano), Luca BULGARELLI (contrabbasso), Fabrizio SFERRA (batteria), uno straordinario trio che mette insieme una delle ritmiche più importanti del jazz italiano con uno dei pianisti più interessanti del panorama internazionale.
Ore 22:30, ingresso libero SAXTET, sestetto di fiati virtuosi di Praga, con sezione ritmica tutta italiana, una speciale collaborazione fra il Conservatorio di Praga e il Saint Louis di Roma, Special Guests Sandro SATTA (sax) e Danilo BUGHETTI (tromba).

Giovedì 3 settembre, ore 21, PRODUZIONE ORIGINALE (ingresso €10), Mark TURNER (sax tenore), Rosario GIULIANI (sax alto), Pierre DE BETHMANN (piano), Enzo PIETROPAOLI (contrabbasso), Benjamin HENOCQ (batteria). Un quintetto che riunisce per la prima volta insieme cinque grandissimi musicisti.
Ore 22:30, ingresso libero PIETROPAOLI-RASTELLI DUO, presentazione dell’ultimo lavoro discografico di Enzo Pietropaoli (contrabbasso) ed Emanuele RASTELLI (fisarmonica).

Venerdì 4 settembre, ore 21, PRODUZIONE ORIGINALE “JAZZ GUITAR NIGHT†(ingresso €10), dedicata ai virtuosi delle sei corde, con Peter BERNSTEIN (chitarra), Dado MORONI (piano), Pietro CIANCAGLINI (contrabbasso), Enzo ZIRILLI (batteria).
Ore 22:30, ingresso libero PAOLO LUCIANO TRIO, finalista del concorso nazionale JAZZ CONTEST, nuova promessa della chitarra jazz contemporanea, Paolo Luciani (chitarra), Stefano Alfonsi (basso), Jacopo Santini (batteria) – GIANLUCA FIGLIOLA TRIO, giovanissimo talento di ispirazione methenyana, già attivo al fianco di Amedeo Tommasi. Gianluca Figliola (chitarra), Paolo Scozzi (contrabbasso), Paolo Mignosi (batteria)

Sabato 5 settembre ore 21, KING/CHRISTOFFERSON DUO (ingresso €10), con Nancy KING (vocal) e Steve Christofferson (pianoforte), un Duo nato nel 1978 che ha partecipato ai più importanti festival di jazz internazionali.
Ore 22:30, ingresso libero SALVATORE RUSSO TRIO “LE TOUCHE MANOUCHEâ€, il poliedrico chitarrista pugliese presenta il suo ultimo lavoro discografico di ispirazione Gipsy Jazz, pubblicato per l’etichetta JAZZ COLLECTION con Salvatore RUSSO (chitarra), Franco SPECIALE (chitarra), Giuseppe BASSI (contrabbasso)

Domenica 6 settembre, serata speciale a ingresso libero maratona musicale a partire dalle ore 18 fino alle 24, quindici gruppi selezionati fra i migliori allievi che hanno frequentato i seminari estivi di ROMA JAZZ’S COOL, si alterneranno sul palco con ospiti a sorpresa, alcuni fra i docenti del corso

Serata di chiusura lunedì 7 settembre ore 21, serata speciale “Cult & Colt, Cinema ‘70†(ingresso €10), con FRANCO MICALIZZI & BIG BUBBLING BAND e le sue numerose colonne sonore per il cinema d’autore italiano, per il western come “Lo chiamavano Trinità†ed in particolare i temi dei “polizieschi all’italiana†degli anni ‘70 e ‘80, la cui musica ha ispirato registi come Quentin Tarantino).

Info concerti e biglietteria

Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina, 55 – Roma
Tel: 06.704731
Web: www.casajazz.it

Info seminari

Saint Louis College of MusicTel: 06.4870017
Web: www.slmc.it

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Roma Jazz?s Cool ? Seminari di alto perfezionamento jazz

V EDIZIONE

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LARRY GRENADIER, MARK TURNER & JEFF BALLARD

31 agosto – 6 settembre 2009

Settimana full-immersion di perfezionamento jazz, riservato a musicisti di livello alto e medio-alto.
Ogni giorno prevede dalle 6 alle 8 ore di lezione di improvvisazione, interplay e linguaggio jazz con gli artisti internazionali in cartellone nel Festival:

Jeff BALLARD, batteria – Larry GRENADIER, contrabbasso – Phil MARKOWITZ, pianoforte - Peter BERNSTEIN, chitarra – Nancy KING, canto – Mark TURNER, sax – Maurizio GIAMMARCO, Salvatore BONAFEDE, Giovanni MAZZARINO, Susanna STIVALI, musica d’insieme – Adriano MAZZOLETTI, storie e personaggi del Jazz

La filosofia del corso punta ad un rapporto docente allievo molto stretto, evitando pertanto qualsiasi Master Class tenuta in forma di show davanti a vaste platee. Al contrario, le lezioni si terranno in piccoli gruppi da 6/8 allievi, permettendo così un contatto personale quotidiano con i docenti, un’opportunità praticamente unica di vivere al fianco di grandi artisti per diverse ore al giorno e per tutta la settimana.
Ciascun iscritto potrà assistere gratuitamente anche a tutti i concerti del festival (30 agosto/7 settembre).

NOVITA’ E PARTNERSHIP

Fra tutti i partecipanti ai seminari di perfezionamento verranno selezionati 2 solisti che riceveranno una borsa di studio completa per frequentare i seminari di Siena Jazz nel 2010.
Due giovani artisti frequenteranno gratuitamente i seminari JAZZ’S COOL di quest’anno grazie ad una borsa di studio completa offerta dalla Fondazione Siena Jazz.
In crescita la rilevanza internazionale di ROMA JAZZ’S COOL: quest’anno parteciperanno ragazzi provenienti da Inghilterra, Germania, Spagna, Repubblica Ceca e un gruppo di artisti di Israele.
Collaborazione attiva con il Conservatorio di Praga per uno scambio internazionale di docenti e allievi del Conservatorio con i migliori allievi e docenti del Saint Louis College of Music.

Tutti i giorni si terranno le Master Class, aperte al pubblico non solo agli iscritti al Corso alle ore 17,00 presso la Casa del Jazz:

31 agosto Nancy King
1 settembre Mark Turner
2 settembre Jeff Ballard
3 settembre Larry Grenadier
4 settembre Enrico Pieranunzi
5 settembre Peter Bernstein
6 Settembre Phil Markowitz

Le iscrizioni sono ancora aperte.

Biografie artisti

Phil Markovitz – piano
Phil Markowitz è considerato da molti anni uno dei più completi e raffinati pianisti statunitensi del jazz moderno. Affacciatosi sulla scena internazionale alla fine degli anni ‘70 ha suonato per quattro anni nella band di Chet Baker. Markowitz è un improvvisatore completo e di grande esperienza nonché raffinato compositore: il suo brano “Sno’ Peas†venne inciso addirittura da Bill Evans in uno dei suoi dischi più amati, il celebre “Affinityâ€, divenendo così un classico della letteratura jazzistica per piccolo gruppo. Musicista che ha attraversato diversi decenni di jazz sia alla testa di proprie formazioni comprendenti Toots Thielemans, Eddie Gomez, Joe Locke e Al Foster, sia incidendo e suonando a lungo con grandi artisti quali Dave Liebman o Bob Mintzer, Phil Markowitz è un artista profondamente coinvolto nello sviluppo di tutte le potenzialità dell’improvvisazione e dell’idioma jazzistico. In possesso di notevole tecnica e prestanza strumentale, Markowitz è riuscito a mettere a punto una personale cifra stilistica ed espressiva partendo da una sintesi attuata in modo originale e compiuto delle influenze di Bill Evans e di McCoy Tyner, affrontando il tutto con uno spirito inflessibilmente progressista.

Peter Bernstein – chitarra
Strumentista caratterizzato da un suono accattivante e inconfondibile, Bernstein riesce a esprimere con estrema naturalezza la propria competenza assoluta del linguaggio jazzistico attraverso un fraseggio che mostra un senso del tempo impeccabile e un’avanzata consapevolezza armonica, due qualità immediatamente riscontrabili anche nelle sue doti di accompagnatore, in virtù di un’enciclopedica conoscenza dei rivolti degli accordi e di una grande padronanza delle possibilità espressive del proprio strumento. Nativo di New York, sulla cui scena è attivo dal 1989, Bernstein ha suonato con diverse figure storiche del jazz come Jim Hall, Lou Donaldson, Jimmy Cobb, Tom Harrell e Lee Konitz, nonchè con suoi pari quali Bill Stewart, Joshua Redman, Diana Krall, Nicholas Payton, Eric Alexander e Larry Goldings. Classe, gusto, creatività, competenza, senso della tradizione jazzistica con la capacità di farla rivivere attraverso la propria musica in modo fresco e originale, tutto questo è solo una parte delle affinità elettive che Peter Bernstein condivide con Doug Weiss e Bill Stewart, come lui ormai due giovani veterani visto l’insieme delle esperienze che da diversi anni attraversano in virtù del loro talento: Weiss ha collaborato tra gli altri con Al Foster, Fred Hersch, Luciana Souza e Kevin Hays, mentre Stewart, già accanto a John Scofield, Pat Metheny, Larry Goldings e Michael Brecker, può ormai essere considerato un nuovo giovane caposcuola della batteria jazz per l’originalità e il rigore con cui da molti anni porta avanti la propria ricerca, riuscendo a pervenire a risultati eccellenti in modo pienamente compiuto e consistente.

Mark Turner – sax
Mark Turner da qualche anno è sicuramente uno dei più grandi tenoristi presenti sulla scena mondiale.
Nato a Fairborn, Ohio, nel 1965, e cresciuto nella California del sud, Mark Turner si interessa molto presto al jazz attraverso l’ascolto dei dischi presenti a casa dei genitori, in particolare Dexter Gordon, Sonny Rollins, John Coltrane e Dinah Washington. Inizia a studiare il sax contralto al liceo e dopo un paio d’anni passa al tenore.
Il suo coinvolgimento definitivo verso il jazz avviene in coincidenza col periodo trascorso studiando al Berklee College of Music di Boston nel 1987, dove studia con celebri insegnanti come Billy Pierce, Joe Viola e George Garzone, e ha modo di suonare continuamente in jam session con molti dei suoi futuri partners musicali: Kurt Rosenwinkel, Jorge Rossy, Joshua Redman, Chris Cheek, Seamus Blake, Antonio Hart, Geoff Keezer, Anthony Wonsey e Dwayne Burno.
Tra le sue principali influenze Turner cita Coltrane, Joe Henderson, Lennie Tristano, Warne Marsh, Keith Jarrett e Steve Coleman. Il suo interesse per la musica nella sua totalità lo ha portato inoltre ad interessarsi all’opera di Béla Bartòk, Arnold Schoenberg, Anton Webern e Olivier Messiaen, così come a J.S. Bach e a Claudio Monteverdi.
Trasferitosi a New York suona col gruppo di Akira Tana e Rufus Reid, Brad Mehldau, e la band di Kurt Rosenwinkel.
Turner è presente in numerose incisioni e ha realizzato come leader diversi dischi per la Warner Bros., tra cui “In This World†e “Ballad Sessionâ€. Suona inoltre da diversi anni con il trio Fly, accanto a Larry Grenadier e Jeff Ballard.
Ha collaborato con la big band di Dave Holland.
Caratterizzato da una voce strumentale di grande bellezza e intensità espressiva messa al servizio di un estro melodico superiore, e da un ricco fraseggio che utilizza sapientemente cellule melodiche seriali e sovrapposizioni di figurazioni ritmiche irregolari, suonate a volte con voluta asimmetria rispetto alla scansione regolare del tempo, in cui appare evidente la rivalutazione della lezione di Warne Marsh e Lennie Tristano, Turner è riuscito a elaborare compiutamente un proprio stile rigoroso e inconfondibile, e fa indiscutibilmente parte di quell’elìte di musicisti che sta fornendo un importante contributo all’evoluzione del linguaggio improvvisativo del jazz.

Larry Grenadier – contrabbasso
Larry Grenadier nasce nel 1966 a San Francisco, California. Comincia a suonare il basso all’età di undici anni. Nella zona della baia di San Francisco quando è ancora adolescente, Larry suona con artisti del calibro di Joe Henderson, Stan Getz, Bobby Hutcherson e molti altri. Si laurea all’università di Stanford nel 1989 in letteratura inglese.
Nel 1990 Larry si trasferisce a Boston per unirsi con la Gary Burton’s Band. Nel 1991 si sposta nella città di New York dove suona nei gruppi di Betty Carter, Joshua Redman, Danilo Perez, David Sanchez, Tom Harrell, Joe Henderson, John Scofield, Pat Metheny, Paul Motian, Charles Lloyd and Brad Mehldau incidendo nello stesso periodo una dozzina di dischi.
Larry fa parte del trio Fly assieme a Mark Turner e Jeff Ballard. La loro prima registrazione per la Savoy Jazz è uscita nel gennaio 2004.

Jeff Ballard – batteria
Altro quarantenne, come i suoi compagni Turner e Grenadier nel gruppo Fly, originario di Santa Cruz, compie i primi passi importanti quando si trasferisce a New York nel 1990. Suona con Lou Donaldson, Diane Schuur e il pianista Buddy Montgomery (fratello del leggendario chitarrista Wes), che gli insegna molto sul piano professionale. Dopo lavori occasionali, arriva la telefonata di Chick Corea che lo porta alla ribalta internazionale. Rimane infatti per sei anni nei gruppi del celebre pianista con cui incide anche tre CD. Batterista moderno, e quindi eclettico, Ballard è strumentista solido, dalle radici profonde, capace di ascoltare gli altri e partecipare creativamente alla musica che si sta eseguendo. Un maestro della penultima generazione.

Nancy King – voce
Di lei è stato detto di tutto: da “artista cult†a “artista senza compromessi†(Earshot Jazz), a “la più grande cantante jazz vivente†(Herb Ellis). In quanto improvvisatrice Nancy King ha “uno scat infaticabile ed un notevole range vocale.†(The Oregonian).
Nancy, originaria dell’Oregon, è apparsa sulla scena jazzistica di San Francisco negli anni ’60. Fu al leggendario Jazz Workshop che incontrò Sonny King, suo futuro compagno, e si unì al suo gruppo. Tra gli altri con cui lavorò a San Francisco: Vince Guaraldi, John Handy, Sonny Donaldson, e Flip Nunez. Un’altra grande influenza fu l’inoontro e lo studio con Jon Hendricks.
Nel ‘66 e ‘67, Nancy fece il giro del circuito dei Playboy Club e cantò a Las Vegas, poi si unì alla C. Smalls and Company di Charlie Smalls.
Nei primi anni ’70 smise le torunée e si stabilì di nuovo in Oregon per crescere i suoi tre figli. Tutti i weekends cantava nel lounge del Benson Hotel di Portland con i futuri luminari del jazz Ralph Towner, David Friesen e Tom Grant.Il primo disco in cui comparve fu “First dateâ€, con il sassofonista Steve Wolfe. In studio con loro: Ray Brown, Jack Sheldon, Frank Strazzeri e Nick Ceroli. Durante la serata di presentazione del disco anche Bill Evans si fermò per suonare qualche pezzo con loro.
Le collaborazioni di Nancy con Glen Moore (bassista degli Oregon) includono delle performance alla Town Hall di New York, ed al Montreal Jazz Festival. Insieme, con il nome di “King and Moore†i due incisero tre album; tra questi “Potato Radio†conquistò le cinque stelle su Downbeat.
Contemporaneamente Nancy si esibiva, già dal 1978, in tutta la West Coast con il pianista/compositore Steve Christofferson. Nel 1993 incisero insieme l’album “Perennialâ€, featuring Leroy Vinnegar, David Frishberg e Ralph Towner. A metà degli anni ’90 Nancy e Steve insegnarono ai seminari della Stanford University, del Bud Shank’s Centrum e del Jazz Camp West, esibendosi in festival in Francia, Stati Uniti, Israele e Canada. Nel 1997 incisero “Straight into your heart†con l’orchestra di 51 elementi “Metropoleâ€.
Nel 1998 si riunì a Ray Brown nel cd “some of my best friends are singers†insieme ad altri vocalist del calibro di Dee Dee Bridgewater, Kevin Mahogany, Marlena Shaw, Etta Jones and Diana Krall. Il disco fu primo nella Gavin Jazz Chart del Gennaio 1999.Sempre nel ’99 Nancy fece un tour italiano con il chitarrista John Stowell ed europeo con il trio di Ray Brown.
All’inizio del 2000 la Stellar Records pubblicò “Dream Landsâ€, una compilation di incisioni in duo con Christofferson, commissionata dalla Canadian Broadcast Corporation. Tra le performance del 2000: un concerto con Karrin Allyson a Chicago, uno spettacolo con Steve e gli Oregon Symphony ed una collaborazione con Elvis Costello e Deborah Harry alla Royal Albert Hall di Londra. Durante lo stesso anno Nancy e Steve completarono la loro settima sessione di registrazione per la CBC. Nel 2001 Nancy fu inserita nella Hall of Fame della Jazz Society dell’Oregon.
Nel 2002 viene pubblicato “Dream Lands vol. 2†e Nancy realizzò 4 “tutto esaurito†ad Israele con Steve. Vi tornarono a marzo del 2003 per una tournée ed un concerto a Tel Aviv con un’orchestra di 45 elementi.
Nel 2004 Nancy si è esibita a New York con il pianista Fred Hersch, e con Setve all’Earshot Jazz Festival di Seattle.
Negli utlimi anni Nancy e Steve si sono esibiti ed hanno effettuato dei workshop in Australia, Seattle, New York e California del sud. Nancy ha anche continuato la sua attività didattica al Centrum, anche in affiancamento a Kurt Elling.Tra le ultime attività: una performance con Karrin Allyson al Lincoln Center, un’apparizione nel nuovo cd di Karrin ed il nuovo cd, registrato al Jazz Standard per l’etichetta Maxijazz, in duo con Fred Hersch.

Info
Saint Louis College of Music

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