Archivio del 11/2006


Piccola Banda Ikona in concerto all’Auditorium

Auditorium Parco della Musica - Teatro Studio
martedì 21 novembre ore 21
Posto unico: 12.00 euro – Riduzioni speciali: -25%

Piccola Banda Ikona
in concerto

Stefano Saletti: bouzuki, oud, chitarre, voce
Mario Rivera: basso, voce
Barbara Eramo: voce, chitarra
Ramya: voce
Gabriele Coen: clarinetto, sax, flauti
Carlo Cossu: violino, voce
Leo Cesari: batteria e percussioni

Ospiti
Desirè Infascelli: fisarmonica
Giuliana De Donno: arpa

Il gruppo presenta in anteprima i brani del Cd di prossima uscita cantato in Sabir, l’antica lingua del Mediterraneo.

Si tratta di musicisti e cantanti con così tanto talento, passione e capacità evocativa… è pura magia“. Ian Anderson - Folk Roots

La musica della Piccola Banda Ikona è un grande omaggio al Mediterraneo, alle sue contraddizioni, al suo fascino millenario, alle sue tante culture. Scrive Predrag Matvejevic, intellettuale e scrittore croato: “Non esiste una sola cultura mediterranea: ce ne sono molte in seno a un solo Mediterraneo“.

Guidata da Stefano Saletti (fondatore dei Novalia insieme a Raffaello Simeoni) la Piccola Banda Ikona è una formazione che riunisce alcuni dei più prestigiosi musicisti della world music italiana: Mario Rivera (Agricantus), Barbara Eramo, Ramya (Nuklearte), Gabriele Coen e Leo Cesari (Klezroym), Carlo Cossu (Tamburi del Vesuvio, Acustimantico).

La Piccola Banda Ikona nel concerto all’Auditorium di Roma presenta in anteprima i nuovi brani del Cd al quale sta lavorando che sarà cantato in Sabir, un’antica lingua del Mediterraneo che univa idiomi provenienti dall’italiano, dal francese, dallo spagnolo, dall’arabo. Era la lingua che si parlava nei porti, negli scambi commerciali. Era la lingua del dialogo e dell’incontro, che già nel suo nome, Sabir (sapere), aveva un messaggio di pace e di voglia di conoscenza reciproca.

Il percorso musicale della Piccola Banda Ikona è un viaggio affascinante tra i suoni e le culture del Mediterraneo, unite alle atmosfere della tradizione popolare del centro-sud italiano e a melodie balcaniche, greche, sefardite.

Un percorso alla ricerca di un linguaggio musicale e lirico lontano da stereotipi folkloristici, ma che si caratterizza come lavoro di rilettura della musica popolare, di grande impatto nelle esecuzioni dal vivo.

La formazione utilizza strumenti come il bouzouki greco, l’oud arabo, la darbouka, insieme a quelli della tradizione occidentale. Nei testi, oltre al sabir, ci sono il siciliano, il serbo-croato, l’arabo, il francese, il lingala portato in Europa dai tanti immigrati dell’Africa profonda e c’è il greco antico che Saletti aveva usato con Renato Giordano nella colonna sonora delle “Vespe” di Aristofane, spettacolo andato in scena nel corso del 39.mo ciclo di rappresentazioni al Teatro Greco di Siracusa.

Il loro primo Cd “Stari Most” - uscito nel 2005 - è dedicato al Ponte Vecchio di Mostar in Bosnia, fatto crollare nel ‘93, che da sempre rappresentava il simbolo dell’incontro e del passaggio dall’Occidente all’Oriente.

Il gruppo, che si caratterizza per la forza vocale delle due cantanti, per la qualità dei solisti, per la ritmica incalzante e un insieme di grande impatto espressivo, sta ottenendo grandi riconoscimenti in Italia e all’estero.

Il loro brano Tagama è stato incluso a febbraio 2006 in Buddha Bar vol.VIII e a ottobre 2006 in Buddha Bar Ten Years che racchiude il meglio della produzione della famosa compilation dell’etichetta francese GeorgeV.

Tagama è stato incluso anche sul Cd di Folk Roots (agosto/sett 2006), la prestigiosa rivista inglese di world music.

Si tratta dell’ennesimo successo del Cd “Stari Most”, già inserito nella lista dei dischi più belli usciti nel 2005 stilata dalla World Music Charts Europe, la classifica ufficiale della World music europea. L’album è stato anche al quarto posto nella classifica di Folk Roots.

La Piccola Banda Ikona la scorsa estate ha avuto un grande successo nella tournèe effettuata con Giancarlo Giannini nello spettacolo di musica e poesia “Il dolce canto degli dei”, rappresentato al Festival di Taormina e in altri prestigiosi teatri.

Nel concerto all’Auditorium saranno ospiti la fisarmonicista Desirè Infascelli e l’arpista Giuliana De Donno che già aveva suonato con il gruppo nella tournèe con Giancarlo Giannini.

Foreign Exchange Trio in concerto

Al suo decimo anno di attiva presenza nel panorama musicale salentino, l’Associazione Culturale “T. S. Monk” di Maglie riprende la stagione dei concerti invernali presso la sede di Piazzetta Stazione. Si riparte domenica 26 novembre, alle ore 20.30, con il Foreign Exchange Trio che vede al contrabbasso il canadese Ron Seguin, al sassofono ed ai flauti l’americano Henry Cook, alla batteria il nostro conterraneo Marcello Nisi, e, special guest, il noto trombettista New-Yorkese Frank “Ku-umba” Lacy.
Così come lascia intuire il nome, il Foreign Exchange Trio sta sviluppando un progetto di scambio culturale che si muove tra l’innovativo e l’eclettico, proponendo per lo più brani originali, senza tuttavia trascurare brani classici nel pieno rispetto della tradizione dei grandi jazzisti americani, siano essi classici o contemporanei. La lunga e ricca esperienza professionale dei quattro artisti sicuramente garantisce la riproduzione di un repertorio jazz storicamente consolidato, senza tuttavia impedire la creazione di un sound aperto alla moderna sensibilità.
Creazioni originali e standard, radici nel passato e delicata attenzione a nuove strade per l’improvvisazione dove ognuno si impegna nel sopporto all’altro al fine di creare un interplay immediato verso qualcosa di nuovo: ecco il magma musicale che si traduce in un jazz tutto da godere.
Il gruppo e’ formato da musicisti di altissimo livello presenti nei piu’ importanti festival jazz internazionali e che vantano collaborazioni con nomi del calibro di Art Blakey, Dizzy Gillespie, Benny Golson, McCoy Tyner, Steve Swallow, Bob Moses, John Tchicai, Roy Hargrove, George Garzone, Steve Grossman Enrico Pierannunzi, Antonio Faraò, Maurizio Giammarco, Roberto Ottaviano, Dado Moroni, Carlo Atti, Robert Bonisolo, Andrea Beneventano, Flavio Boltro, Terry Clark, Don Thompson, Mingus Big Band, Either Orchestra di Boston…

Presso l’Associazione sono sempre attive le serate di jam studio (martedì), jam session (giovedì), laboratorio didattico-creativo di avvicinamento alla musica, al suo linguaggio, alla sua espressività (mercoledì). Si attivano inoltre seminari, master class, serate a tema (per es. ascolto guidato) ed, all’occorrenza, proiezione di filmati storici o di autore di genere musicale.
Per chi ha interesse a seguire con maggiore puntualità la vita dell’Associazione, è attivo il sito internet: www.magliejazzmonk.it

Arci Tom, i prossimi appuntamenti

_22/11 ore 21.30 JESSICA LURIE ENSAMBLE ingresso gratuito + tessera arci

_29/11 ore 21.30 AL-KIMIJA ingresso gratuito + tessera arci

_6/12 ore 21.30 FLOWER OF CHANCE ingresso gratuito + tessera arci

_13/12 ore 21.30 PIERO BITTOLO BON TRIO ingresso gratuito + tessera arci

_20/12 ore 21.30 UN CERTAIN QUARTET ingresso gratuito + tessera arci

PER INFO SUI CONCERTI:
E-Mail: ufficioculturamn@arci.itinfocentrotom@arci.it
Tel: +39 0376 2853

I Sax Pistols presentano ‘Stolen Days’

Sax Pistols

Francesco Bearzatti (sax, elettronica)
Stomu Takeishi (basso)
Dan Weiss (batteria)

tour di presentazione del nuovo CD (”Stolen DaysAuand Records)

Nov. 15 Leeds/England, Jazz Exibition
Nov. 17 Matera/Italy, Onyx
Nov. 18 Foggia/Italy, Non Solo Jazz
Nov. 20 Busto Arsizio/Italy, Art Blakey Jazz Club
Nov. 21 Rome/Italy, La Palma Jazz Club
Nov. 22 Bisceglie/Italy, Politeama Italia / www.jazzos.com/live (Euro 10,00 Info: 329.9215813)
Nov. 23 Sacile/Italy, Il Volo del Jazz
Nov. 25 Firenze/Italy, Pinocchio Jazz Club

Cresciuto nella provincia friulana mescolando lo studio del clarinetto a massicce dosi di ascolto della musica di Led Zeppelin, Deep Purple e punk inglese (Ramones, Sex Pistols, ecc.), Francesco Bearzatti raccoglie connessioni e influenze sparse che, mai come in questo progetto, si svelano evidenti. Takeishi gioca tra funk e progressive, straniando le sequenze micidiali che si accumulano nelle composizioni originali e nelle rielaborazioni di Led Zeppelin, Nirvana e Soundgarden. Weiss parte dalla lezione di Bonham per arrivare dove nessuno ancora aveva osato esplorare, in un mix perverso di rock jazz e musica indiana. Bearzatti, dal canto suo, libera la sua voce alterandola fino a far somigliare il suo sax alla chitarra di Hendrix.
Un pieno di energia da non perdere!

Jazz a Ragusa e libro a Scicli per l?Ass. ?The Entertainer?

Continuano gli appuntamenti invernali della Stagione 2006 The Entertainer che per tre venerdì consecutivi proporrà al Cinema Lumiere di Ragusa alle ore 21,00 i concerti appartenenti alla “rassegna nella rassegna” denominata Note di Notte jazz.
Si comincia giorno 17 con Pangea, progetto del pianista Oscar Del Barba (già ospite dell’Associazione lo scorso dicembre al seguito di Anna Maria Castelli, non al piano, ma alla fisarmonica) ispirato e dedicato alla natura. Progetto che ha dato vita ad un omonimo cd prodotto dall’etichetta Velut luna.
Attraverso le note Del Barba suggerisce ora atmosfere solari e mediterranee, ora scenari grigi e brumosi. Sì la bellezza della natura in musica, dunque, ma anche gli effetti negativi e distruttivi degli interventi dell’uomo.
A condividere il messaggio ecologista di Oscar Del Barba altre due vecchie conoscenze del pubblico ibleo: Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria, già applauditi in occasione del concerto di Stefano Battaglia al Festival Note di Notte 2005.
Ospite straordinario, sia nell’incisione Pangea che sul palco venerdì sera, il sassofonista Javier Girotto, già ospite nell’edizione 2003 del Festival Note di Notte insieme con Enrico Rava.
Completerà la suggestione musicale la proiezione di immagini legate al tema del concerto. Tra queste, alcune sono state fermate dall’obiettivo di Sergio Bonuomo.

Ma le proposte di intrattenimento per questo fine settimana non si limitano a Pangea.
In perfetto stile The Entertainer, accostando ed incrociando appuntamenti di generi diversi con il denominatore comune della qualità, sabato 18 novembre Mariolina Marino e Giuseppe Pitrolo presenteranno alle ore 18 al Caffè letterario Brancati di Scicli, partner dell’iniziativa, “Vita di Wolfgango Amadeo Mozart scritta da lui medesimo” (edito da Il Saggiatore) del Maestro Piero Rattalino. Musicologo di fama internazionale, docente presso l’Accademia pianistica internazionale di Imola e direttore artistico del Teatro Massimo Bellini di Catania dal 1994 il Maestro Rattalino sarà presente all’incontro.
Tornando ai venerdì jazz, queste le prossime date: venerdì 24 novembre Totò Jazz del gruppo La banda degli onesti e venerdì 1 dicembre il piano solo di Salvatore Bonafede ed il suo Journey to Donnafugata.

Info:
ASSOCIAZIONE “THE ENTERTAINER”
Corso Umberto I 460 - Modica
Tel: 320 1945850
Fax: 17822763111
Web: www.theentertainer.it
Email: info@notedinotte.it

Torna il Jazz da Hops! a Civitanova Marche

Venerdì 17 Novembre suonerà il Brookolino Quartet (Marco Fermani Pianoforte, Kristian Sensini Flauto, Andrea Feliciani Batteria, Franco Casimirri Basso Elettrico). Per l’occasione la formazione proporrà brani tratti dal nuovo repertorio, Jazz Elettrico con incursioni nella musica Funk e rilettura in chiave Jazz di brani che hanno fatto la storia della musica Pop & Rock. Un concerto che non mancherà di accontentare i cultori del genere ed appassionare anche chi al Jazz non si è mai avvicinato ( forse per timore di un repertorio sconosciuto ). Ad impreziosire l’esibizione di sabato ci sarà un ospite speciale alla voce, Francesca Borsini, giovane ma affermata cantante Jazz, artista Sony e cantante per molte importanti trasmissioni Rai ( una tra tutte il festival di Sanremo ) vincitrice di importanti riconoscimenti come il festival di Recanati ed il Bengio Festival. Il Quartet propone un repertorio che affonda le sue radici nel Jazz uscendone però dai canoni tradizionali : ogni tema, ogni pretesto è valido per fare del Buon Jazz. Il progetto parte dal presupposto che ogni singolo brano è una tela bianca che va dipinta con l’arrangiamento , l’improvvisazione e l’interazione dei musicisti. Così nel repertorio troviamo un incredibile varietà di generi e suggestioni musicali. Dai brani classici che hanno fatto la storia del Rock (Smoke On the Water, Bohemian Rapshody e i brani immortali dei Beatles), alla canzone italiana degli anni 40 del teatro di rivista, dai brani di musica da Film (Star Wars, Riders of the lost Ark , Giù la Testa…) fino agli standards del Song Book Americano, tutti riletti in maniera assolutamente personale ed originale senza dimenticare in questa rilettura il Sense of Humour ed il senso of wonder, componente spesso dimenticata ma assolutamente imprescindibile dal fare Jazz.

Sito Internet di riferimento per ascoltare gli mp3 e vedere i video della formazione: www.jazzflute.net.

Sabato 17 invece il Brookolino Acoustic trio si esibirà al Kaldo Cafè di Montecosaro, per un concerto di Jazz più classico ed acustico, per veri appassionati.

JAZZIT N° 37 – NOVEMBRE/DICEMBRE 2006

JAZZIT n°37 (novembre/dicembre 2006)
… è in distribuzione nazionale JAZZIT n° 37 al prezzo di 4,90 euro (10 euro con cd)

con in allegato il prezioso cd

Steve Lacy Quartet “Revenue” (Soul Note, 1995)

Un numero eccezionale, con ben 144 pagine, al cui interno troverete una ricca sezione dedicata alle news, nuove rubriche internazionali, interviste, reportage, approfondimenti critici, recensioni di libri, cd e dvd, e la sezione didattica curata da Siena Jazz.

COVER STORY
BUON COMPLEANNO JOHN COLTRANE!
(di Laura Lazzaroni e Sergio Pasquandrea)
Fosse vivo oggi, avrebbe compiuto ottant’anni, il 23 settembre. Resta, immensa, sacra, la sua eredità, musicale e umana. Restiamo noi, discepoli inadeguati ma volenterosi, a festeggiarlo. Il problema è: come si festeggia un santo? Negli Stati Uniti a partire da settembre c’è stata la corsa al tributo, tra concerti, seminari e novene radiofoniche, con qualche pinnacolo davvero valido. Ce ne parla Laura Lazzaroni, che a New York ha anche intervistato il massimo apostolo del “Jazz Messiah”, Lewis Porter, per ricordarlo a 80 anni dalla sua nascita.
In più, un viaggio di Sergio Pasquandrea nei cinque anni in cui Trane militò nel quintetto di Miles Davis, e nel loro particolare rapporto.

INTERVISTE

METHENY-MEHLDAU: GENERAZIONI A CONFRONTO
(di Stuart Nicholson)
Si chiama semplicemente “Metheny Mehldau”, è appena uscito per la Nonesuch e sarà seguito a breve scadenza da un secondo volume e da una tournée internazionale. È Pat Metheny in persona a raccontarci tutti i dettagli di quest’esperienza discografica che ha diviso con il pianista Brad Mehldau, e che si va ad aggiungere al suo (già ricchissimo) carnet di collaborazioni eccellenti.

BRANFORD MARSALIS: IL TEMPO DELLA MATURITÀ
(di Stuart Nicholson)
Da ragazzo che nei primi anni ’80 si impose sulla scena jazz come enfant prodige del sax alto nei Jazz Messengers di Art Blakey, Branford Marsalis è diventato uno dei più famosi jazzisti contemporanei, che accanto alla sua attività pubblica ha continuato a nutrire la sua privata ansia di miglioramento, quell’infinita ricerca che contraddistingue il vero artista. Un’intervista raccolta da Stuart Nicholson, in cui Marsalis racconta la nascita del nuovo disco “Braggtown”, uno dei migliori della sua carriera.

JACQUES SCHWARZ-BART: IL JAZZ PARLA CREOLO
(di Thierry Quénum)
Il sassofonista Jacques Schwarz-Bart racconta il suo nuovo album, “Soné Ka-La”. Un lavoro che scava a fondo nella ricca e complessa tradizione musicale della Guadalupa, e che ancora una volta dimostra come la potenza del jazz stia nella sua camaleontica capacità di trasformarsi in esperanto universale.

SERVIZI

EIGHTY MILES
DI SUONI (E VISIONI) (2)

(di Sergio Pasquandrea, Matteo Piazza e Vincenzo Martorella)
Ve l’avevamo detto: non si finisce mai di parlare di Miles Davis. E allora noi continuiamo: innanzi tutto, con una discografia. Le opere fondamentali, divise per periodi, commentate, descritte e ragionate. Poi, continuiamo ad occuparci di Veneto Jazz e delle iniziative che l’estate scorsa il festival ha dedicato al doppio anniversario davisiano. In questo numero, abbiamo intervistato Enrico Merlin, curatore della mostra multimediale dedicata ai “Suoni di Miles”.

Yellowjackets, Sixun, Weather Report/Joe Zawinul
TRE ANNIVERSARI E UN FUNERALE
(di Vincenzo Martorella)
Gli Yellowjackets spengono ben venticinque candeline; i francesi Sixun, l’anno scorso, hanno soffiato su venti: per celebrare i compleanni, entrambi i gruppi pubblicano un live antologico con dvd annesso. Il terzo anniversario da festeggiare riguarda la pubblicazione di un cofanetto con triplo cd e dvd dei Weather Report, che ripercorre la carriera della band guidata da Shorter e Zawinul. Il vulcanico musicista austriaco sta per dare alle stampe la registrazione di un concerto in cui le sue musiche vengono eseguite dalla WDR Big Band, diretta da Vince Mendoza. L’abbiamo intervistato.

BIG BAND: IN PRINCIPIO FURONO LE ORCHESTRE/1
(di Federica Papoff, Nicoletta Ferace, Sergio Pasquandrea, Vincenzo Martorella)
Nel nostro paese, da qualche anno, le orchestre jazz spuntano come funghi: stabili, decise a resistere per molto tempo, nonostante le difficoltà organizzative, i problemi finanziari e le incertezze sul futuro. Prima puntata del nostro viaggio, partendo dall’Orchestra Jazz del Parco della Musica di Roma, quella di Massimo Nunzi, l’Orchestra Jazz della Sardegna e l’Orchestra Jazz della Campania.

Un ricordo di DEWEY REDMAN
(di Sergio Pasquandrea)
L’ultima apparizione in pubblico di Dewey Redman è stata il 27 agosto scorso, al Charlie Parker Jazz Festival di New York. Pochi giorni dopo, il sassofonista è entrato in coma e il 2 settembre è deceduto per complicazioni epatiche a Brooklyn, dove viveva. Ricordiamo l’inconfondibile sound di un grande musicista, attraverso la sua storia artistica, e un contributo di Rita Marcotulli, che con Dewey ha diviso il palco per molti anni.

JAZZ ICONS – IL JAZZ DA VEDERE
(di Vincenzo Martorella)
Jazz Icons - la serie appena prodotta da TDK e Reelin’ In The Years Productions (distribuita in Italia da Cecchi Gori Home Video) - è forse l’avvenimento più importante nel settore dei dvd dedicati al jazz degli ultimi anni. Video introvabili, o addirittura inediti che hanno come protagonisti le star del jazz più importanti di sempre: Chet Baker, Art Blakey, Count Basie, Ella Fitzegerald, Thelonious Monk, Dizzy Gillespie…

RUBRICHE

FOCUS CD
Un approfondimento su alcune delle più interessanti uscite discografiche degli ultimi tempi - con particolare riguardo al jazz italiano - attraverso il racconto dei protagonisti, o gli excursus della loro carriera. In questo numero: Francesco Cusa, Roberto Magris, Giancarlo Tossani, Kevin Hays, Max De Aloe, Marco Tiso, Nicola Andrioli.

RUBRICHE – SPECIALE COLTRANE
Dedicate a John Coltrane, le due rubriche 90 secondi all’inferno di Massimo Basile e Gianluca Monastra (splendidamente illustrata da Francesco Chiacchio), e Jazz da bere e da mangiare, del nostro jazzenologo Fabio Turchetti.

VISTO LETTO E ASCOLTATO
Una corposa sezione dedicata alle novità discografiche, ai libri, e la consueta rubrica dei dvd curata da Matteo Piazza.

Tuscia in Jazz Winter, parte ‘We Love Jazz 2006′

Dal 30 novembre al 03 dicembre il Tuscia in Jazz in collaborazione con il Comune di Soriano organizzano nell’ambito della stagione invernale del Festival, il seminario We Love Jazz 2007.
Ad aprire la quattro giorni sarà una grande cena concerto che vedrà come protagonisti Buster Williams al contrabbasso, Shawnn Monteiro alla voce e Massimo Faraò al piano.

Il concerto, che avrà luogo presso l’Hotel Ristorante La Bastia giovedì 30 novembre alle ore 20.30, sarà preceduto da una cena a base di prodotti locali. Il costo della partecipazione alla cena ed al concerto è di soli € 35,00 a persona (info e prenotazioni: 338 6642749).
Il giorno seguente inizierà il seminario che vede come insegnanti oltre a Shawnn Monteiro e Massimo Faraò, il grande contrabbassista Giorgio Rosciglione e l’intramontabile batterista Gege Munari. I Corsi si terranno mattina e pomeriggio presso la Scuola di Musica di Soriano nel Cimino e saranno seguiti la sera da jamsession presso la birreria Rottezia di Soriano. Il costo di partecipazione al seminario è di soli euro 50,00 per due giorni (Info: 338 6642749 o www.tusciainjazz.it).

La domenica 3 dicembre alle ore 18.00 presso la Chiesa della Collegiata si terrà l’ultimo dei concerti della rassegna con un omaggio alle grandi cantanti ed al natale.
Protagonisti dell’evento saranno Fabiana Rosciglione alla voce, Daniele Pozzovio al piano, Francesco Desiato sax e flauto, Giorgio Rosciglione contrabbasso e Gege Munari alla batteria.
L’ingresso grazie al comune di Soriano sarà gratuito.
Dunque appuntamento a Soriano nel Cimino per un anticipo del grande appuntamento in programma nell’estate 2007.

Programma

30 novembre
ore 20.30 Hotel La Bastia Soriano nel Cimino

Buster Williams Trio

Buster Williams Bass
Shawnn Monteiro Voice
Massimo Faraò Piano

Cena e concerto euro 35.00 info e prenotazioni 338 6642749

01 dicembre

Ore 10-12 e 15-17 Seminario We Love Jazz Winter Scuola di Musica di Soriano
Ore 18.30 Sala consigliare Comune di Soriano nel Cimino presentazione Premio Jimmy Woode
E Masterclass We love Jazz 2007
.
Ore 22.00 Jamsession aperta a tutti presso la Birreria Rottezia Soriano nel Cimino

02 dicembre

Ore 10-12 e 15-17 Seminario We Love Jazz Winter Scuola di Musica di Soriano
Ore 22.00 Jamsession aperta a tutti presso la Birreria Rottezia Soriano nel Cimino

03 dicembre

Ore 18.00 Chiesa della Collegiata Soriano nel Cimino
Concerto in omaggio alle grandi cantanti del Jazz ed al natale

Fabiana Rosciglione Voice
Daniele Pozzovio Piano
Francesco Desiato Sax e Flauto
Giorgio Rosciglione Bass
Gege Munari Drums

Ingresso gratuito

Moncalieri Jazz 2006, i prossimi appuntamenti

Ad aprire le tre serate clou del Moncalieri Jazz giovedì 16 novembre sarà lo spettacolo intitolato “Jazz Italiano Oggi e Domani”.

Si esibiranno due formazioni musicali, la prima “Alessandro Lanzoni trio”, con l’astro nascente del pianoforte jazz italiano appunto Alessandro Lanzoni (14 anni) con una ritmica d’eccezione, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria e la seconda Fabrizio Bosso & Flavio Boltro “Le Trombe del RE” Trumpet Legacy con due trombettisti torinesi di nascita, ma ormai famosi in tutto il mondo: Fabrizio Bosso e Flavio Boltro che rappresentano i talenti di oggi accompagnati da Luca Mannutza al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.

Venerdì 17 novembre il secondo appuntamento avrà come tema “I Giganti del Jazz” e ci sarà sul palcoscenico la cantante internazionale Dee Dee Bridgewater con nuovo progetto musicale intitolato “Dee Dee Bridgewater’s Malian Projet”.

Vista l’eccezionalità dell’evento, ci saranno due concerti nella stessa serata: il primo avrà inizio alle ore 20.30 e il secondo alle ore 22.30.

Chiuderà la nona edizione del Festival sabato 18 novembre la serata “DONNE in JAZZ”. Si esibirà sul palcoscenico la trombonista Sarah Morrow & The American All Stars in Paris tra cui Rhoda Scott all’organo hammond B-3, Ricky Ford al sax, Peter Giron al contrabbasso e Bruce Jackson alla batteria.

Info:
www.moncalierijazz.com

“Jazz Groove”, dicembre 2006

Non c’è due senza tre, si dice. Con questo terzo ciclo diventano in tutto nove i concerti presentati quest’anno da Caligola nell’Auditorium del Centro Candiani. “Jazz Groove” continua quindi, e cresce: quale migliore premessa per affrontare un 2007 che ci vedrà ancora impegnati in un’impresa impegnativa ma gratificante!
Speriamo che in questa nuova esaltante avventura ci sia ancora vicino il pubblico, capace sin qui di ripagare nel migliore dei modi gli sforzi profusi, con risultati di gran lunga superiori alle più ottimistiche aspettative. Si sono registrati infatti ben tre “tutto esaurito” (Saluzzi, Magoni–Spinetti e “La terra della mia anima”); ma sono stati oltre 150 gli spettatori per il duo Giunga–Mirabassi, 130 per il progetto etnico “Shan Qi” e 120 per il “Nord–Est” di Carlotto. Sono quindi più o meno un migliaio le presenze registrate dall’Auditorium al 4° piano del Candiani per i primi sei spettacoli di “Jazz Groove”: un gran un bel risultato, non c’è che dire! La speranza, non tanto segreta, è che anche questo terzo ciclo confermi il trend positivo, ma soprattutto che la continua frequentazione della confortevole sala da concerti mestrina riesca a creare un pubblico di fedeli appassionati, disposto a seguirci anche quando le proposte saranno meno “accattivanti”.
E’ una sorta di cammino a ritroso nel tempo quello proposto da questo terzo ciclo di spettacoli. Si parte infatti dall’”improbabile” contemporaneità delle “forme del fiato” del trombettista–filosofo Massimo Donà e dello scrittore Tiziano Scarpa (con l’importante presenza di Francesco Bearzatti, fra i più quotati sassofonisti dell’attuale scena jazzistica europea), per passare alle atmosfere più classiche, ma non meno avvincenti e raffinate, dell’originale duo formato dal celebre chitarrista brasiliano Irio De Paula e dal giovane trombettista Fabrizio Bosso, ormai molto più che un jazzista emergente.
Si finirà con una salutare immersione nella più genuina tradizione afro–americana, grazie al contagioso gospel del quintetto di Markey Montague, proveniente da Atlanta. Un concerto, il loro, che porterà al Candiani – ne sono certi – un pubblico eterogeneo e festoso. Sarà questa anche l’occasione per fare alla città, da parte di tutto lo staff di “Jazz Groove”, i più sinceri auguri di Buon Natale e Sereno Anno Nuovo!

IL PROGRAMMA

Lunedì 4 dicembre
LE FORME DEL FIATO
Improbabile Quartet

TIZIANO SCARPA (voce recitante)
MASSIMO DONA’ (tromba)
FRANCESCO BEARZATTI (sax tenore)
DAVIDE RAGAZZONI (batteria ed elettronica)

Mercoledì 13 dicembre
DE PAULA & BOSSO DUO
Jazz & Samba

FABRIZIO BOSSO (tromba)
IRIO DE PAULA (chitarra)

Martedì 19 dicembre
THE NEW FELLOWSHIP MINISTRIES
Gospel & Spiritual

ANANIAS “MARKEY” MONTAGUE (tastiere e voce)
AUDREY J.CHUBB (voce)
TERRANCE J.SMITH (voce)
DARINDA D.WESTBROOK (voce)
LESLIE D.WASHINGTON (voce)

Inizio concerti: ore 21.00 (apertura sala ore 20.30)
Posto unico: intero € 10, ridotto € 8

Riduzioni:
giovani under 18, studenti under 25, Candiani Card e Carta Cinema Più.

Con la Fondazione di Venezia il biglietto costa solo € 2,50 (”Giovani a Teatro”: giovani e studenti della provincia di Venezia sino a 26 anni). Info: www.giovaniateatro.it - numero verde gratuito tel. 800.801.606

Prevendita:
biglietteria del Centro Candiani, lunedì ore 15.00–22.00, da martedì a domenica ore 10.00–13.00 /15.00–22.00; tel. 041.2386126.

Informazioni:
Caligola, Via N.Sauro 1/B, Mestre, tel./fax 041.962205, www.caligola.it, Centro Candiani, tel. 041.2386111, fax 041.2386112; www.comune.venezia.it/candiani

Jazz In? It

Si è svolta nel segno del migliore jazz italiano e delle sue contaminazioni artistiche, l’edizione numero 18 di Jazz in’ It a Vignola, un festival noto nel panorama nazionale proprio per lo spirito di ricerca delle sue produzioni originali elaborate dal direttore artistico Giuseppe De Biasi. Nei sei concerti ascoltati nell’intenso week-end festivaliero, il pubblico, come sempre accorso da tutta la regione, ha potuto apprezzare un singolare spaccato sonoro che ha messo in evidenza il perfetto stato di forma della scuola jazzistica made in Italy.

Nella prima serata Franco D’Andrea in piano solo ha incantato con le sue mature e sottilissime trame armoniche, fattesi “immaginifiche” nell’accompagnare le stralunate sequenze filmiche di Saturnino Farandola, capolavoro del 1915 di Marcel Fabre mentre nella seconda parte, che lo ha visto impegnato con il suo nuovo quartetto e nei brani dell’album “Dancin’ Structures”, il pianista meranese ha mostrato la complessità di accenti - dalla modalità medievale alla poliritmia africana - che albergano nel suo colto pianismo.
Sabato 24 è stata una serata tutta al femminile, con Rita Marcotulli che ha proposto il suo riuscitissimo affresco di “The Light Side Of The Moon” accompagnata dalla proiezione delle storiche foto di jazzwomen scattate in trent’anni di carriera da Carlo Verri, e poi dell’interessante connubio fra il trio diretto da Maria Pia De Vito e le voci etniche delle Farawalla.

La cantante partenopea ha saputo innestare le virtuose percussioni di Federico Sanesi e la calda vocalità delle Farawalla nella sua incessante ricerca ispirativa che attinge alle melodie di tradizione popolare mediterranea come nei loop digitali o in stralci compositivi di Britten, tenendo fede a quel suo peculiare approccio armonico, che in questa bella produzione a più voci ha avuto modo di esprimersi al meglio.
A far scorrere i titoli di coda di Jazz in’ It 2006 ci ha pensato, domenica 25, l’ultima produzione che vedeva insieme le ance di Gianluigi Trovesi il pianoforte di Umberto Petrin, le percussioni di Fulvio Marras e le coreografie originali di Giorgio Rossi.

Presentando in anteprima a Vignola i brani che confluiranno in autunno in un cd targato ECM i quattro hanno offerto 75 minuti di pura elegia, con atmosfere sonore rarefatte ed elegantissime che Rossi ha interpretato alla perfezione sciogliendo il pubblico in un finale, liberatorio e lunghissimo applauso. Un cenno merita anche la bella prova dei giovani componenti dei Guitto Gargle - coproduzione del festival vignolese con il festival di Sant’Anna Arresi - che nei concerti pomeridiani come in un apprezzato fuori programma sul palco centrale hanno mostrato di meritare pienamente la vittoria del concorso internazionale dedicato al compianto Marcello Melis.

(di Marcello Tronci)

Sconfinando 2006

In quale migliore maniera il Festival Internazionale di Musica Sconfinando poteva festeggiare il suo quindicesimo compleanno se non quello di chiamare due musicisti di assoluto valore mondiale: il pianista americano Brad Mehldau e un grande virtuoso della fisarmonica, il francese Richard Galliano.

Il primo presente alla rassegna con la consueta formazione in trio, formula sempre originalmente interpretata e attraverso la quale si è ritagliato un posto di prima grandezza nel mondo del jazz. Galliano, artista dalle molteplici anime, ha voluto presentare, con il Latin Quartet, quella ispirata a uno dei suoi grandi maestri, Astor Piazzolla, dal quale ha inteso raccogliere il testimone del nuevo tango. Hanno completato le canoniche quattro serate del festival tre gruppi appartenenti alla World Music: il percussionista e polistrumentista turco Burhan Ocal con la sua IstanbulOriental Ensemble e due formazioni vocali i mongoli Huun Huur Tu e le voci Bulgare Angelite.

Ha cominciato un ispirato Brad Mehldau, che ha sostituito il batterista Jorge Rossy con Jeff Ballard, dando così un maggiore slancio dinamico al trio. La ritmica è stata compatta, reattiva e affidabile, una solida base sulla quale appoggiare gli erranti percorsi armonici del pianista. Elegante come al solito, ma forse più incisivo, il musicista di Jacksonville ha eseguito alcuni brani originali, fra cui una bellissima e lentissima bossa nova (Turtle Town), alcune rivisitazioni di canzoni pop, dove non poteva mancare l’amato Nick Drake (Day Is Done) e Countdown di Coltrane.
La musica degli IstanbulOriental Ensemble con le sue melodie avvolgenti,il ritmo circolare e un forte sapore orientale ha fatto vivere al pubblico qualche suggestivo scampolo di Turchia. Burhan Ocal si è limitato a dirigere e osservare con compiacimento la bravura dei suoi allievi, anche se con un pirotecnico assolo alle percussioni ha voluto dimostrare di essere ancora lui il gran maestro.
Il terzo appuntamento della rassegna ha avuto come protagonista l’incontro di due formazioni vocali che, nonostante la siderale distanza musicale e geografica, sono riuscite a donare al festival la serata forse più sorprendente. Il coro delle Voci Bulgare Agelite, composto da 24 voci femminili, ha intonato antiche canzoni appartenenti alla tradizione popolare Bulgara. L’originale interpretazione, con ritmi irregolari, la ricerca di disarmonie e il timbro tagliente e metallico delle cantanti, hanno reso quelle vecchie melodie straordinariamente moderne, quasi d’avanguardia. Originari della Mongolia (Repubblica di Tva) gli Huun-Huur-Tu sono cantori di un mondo e di una musica arcaica preservata intatta nel tempo. Essi usano una tecnica di canto diplofonica, cioè emettono con la solita emissione vocale due suoni (uno per il bordone con tonalità bassa e uno per l’armonia con tonalità alta). I quattro elementi del gruppo, aiutandosi con vetusti strumenti dai nomi impronunciabili, hanno eseguito una musica ispirata dai suoni della natura, di tale potente purezza da evocare nell’ascoltatore ataviche visioni di un mondo arcano ormai dimenticato. Le due formazioni hanno dapprima cantato separatamente, poi hanno eseguito alcuni brani assieme fondendosi perfettamente.

Doveva essere la serata più attesa, la degna conclusione di un programma decisamente promettente, invece l’esibizione del Latin Quartet non è stata all’altezza della grande aspettativa. Forse non ha giovato l’audio non perfetto (è stato messo a punto durante il concerto) e la sostituzione all’ultimo momento del contrabbassista Philippe Aerts con il pur bravo Ares Tavolazzi. Certamente un buon concerto ma non le memorabili prestazioni cui Galliano ci ha da sempre abituato. Anche la scaletta è stata forse un po’ scontata, con tutti brani famosissimi, di Piazzolla-Galliano-Pascoal (Libertango, Oblivion ecc.), anche se magistralmente eseguiti. Grande impressione ha suscitato il mandolinista brasiliano Hamilton de Hollanda, inserito a sorpresa nel gruppo, che con la sua verve ha dato quella scossa d’imprevedibilità che fino a quel momento lo spettacolo era stato un po’ carente.

Sant’Anna Arresi – Ai Confini tra Sardegna e Jazz

Di necessità virtù. Ecco una possibile chiave di lettura dell’edizione “ridotta” - la numero 21, per la cronaca - del festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz” di Sant’Anna Arresi. L’edizione 2006 è stata una versione limitata, nel senso del cartellone concertistico, falcidiato dai soliti problemi di erogazione e concessione dei finanziamenti pubblici, ma non nella testarda e felice convinzione di ribaltare una condizione sfavorevole in spunto creativo.

E così, quest’anno, il “maître à penser” della blasonata rassegna sarda, Basilio Sulis - messo anche nella condizione di non poter svolgere il festival nella sede storica della piazza del nuraghe di Sant’Anna Arresi in virtù dell’incredibile diniego da parte dell’Amministrazione Comunale (che, per di più, ha poi rivestito i panni di concorrente sleale ospitando negli stessi giorni del festival il concerto di Vinicio Capossela) - ha pensato bene di renderlo itinerante, dislocandolo in piccoli centri della provincia, siti storici o archeologici di straordinario fascino, sconosciuti a buona parte del pubblico (e in parte anche a un assiduo e capillare frequentatore della bella terra sarda come il sottoscritto) e spesso mai utilizzati come sede concertistica. Un guizzo che ha arricchito di suggestione la settimana festivaliera, con i concerti ospitati, in una sorta di caccia al tesoro, ora nel medievale borgo di Tratalias ora nell’acropoli fenicia del Monte Sirai o, ancora, nella necropoli prenuragica di Montessu o all’ombra dello splendido tempio punico-romano di Antas. Quanto alla cronaca concertistica, sorvolando per “insufficienza di prove” sul piacevole ma a tratti soporifero “son d’antan” dei vecchietti del Buena Vista Social Club, sull’autocitazionismo involuto con voce omnipresente di uno sbiadito Steve Coleman e sui dignitosi concerti didattici dei docenti della Columbia University (con cui il festival, dopo il riuscito convegno su Eric Dolphy, ha instaurato un rapporto ormai consolidato: quest’anno il giovane quintetto dei Guitto Gargle - coproduzione originale con il Jazz in’ It Festival di Vignola - volerà a Chicago per una serie di concerti), il momento più emozionante di questa edizione, vista anche la defaillance dell’ultimo minuto per problemi fisici di Butch Morris, è stato senza dubbio quello del World Saxophone Quartet con il progetto Experience-Tribute To Jimmy Hendrix.

Un pezzo di storia afroamericana incastonato nelle ance di Oliver Nelson, David Murray, Hamiet Bluiett, Tony Coffin e completato dal ferino basso elettrico di Jamaaladeen Tacuma, dal creolo trombone di Craig Harris e dall’energica e puntuale batteria del figlio di Oliver Lake, Gene. Il gruppo ha ipnotizzato il pubblico presente con sanguigne rielaborazioni dei classici di Hendrix, arricchiti di ricercati arrangiamenti, inusuali impasti timbrici, ironiche interpunzioni, senza però mai perdere di vista quella naturale energia afroamericana, quella componente bluesy che costituiva forse la dominante più caratterizzante del solismo hendrixiano. In “Hey Joe”, ad esempio, Murray prima scimmiotta il trombone “growl” di Harris, poi declama vocalmente il tema e infine inanella un solo, quasi tutto in tessitura acuta, da far accapponare la pelle, con Tacuma che gli fa da bordone con un timing da autentico animale funky.
Aneliti funky-blues che ritornano prepotenti anche in Freedom, arrangiato da Harris, dove è il contralto di Oliver Lake che guizza via dal magma sonoro del settetto, per incorniciare un’altra sortita solistica stilisticamente in linea con la sua storica e sempre attualissima registrazione “The Blues And The Abstract Truth”.

Sulla scia di un altro classico hendrixiano come “Little Wing”, dove è il baritono di Bluiett a mettersi in evidenza con un solo di grande intensità lirica, si arriva alla fine del concerto sulle note di un Little Blues dove, come a chiudere il cerchio, è ancora Murray che sottolinea, prima con la voce e poi col suo sax tenore, come l’esperienza hendrixiana sia un prezioso affluente del grande lago afroamericano, spazio dove il World Saxophone Quartet naviga sempre con la certezza di un capitano di lungo suono.

(di Pino De Biasi. Foto di Agostino Mela)

Master Class al Saint Louis

Il Saint Louis College of Music di Roma la più importante Scuola di Musica in Italia, la prima con Presa d’atto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in occasione del trentesimo anno dalla fondazione (1976-2006) organizza una serie di Eventi e Master Class con grandi musicisti di chiara fama internazionale.

Il Direttore dal 1998 è Stefano Mastruzzi, diplomato in Composizione e in Chitarra Classica, specializzatosi in Chitarra Jazz presso la Berklee College of Music di Boston. Inoltre nel 2005 ha curato The Italian Jazz Real Book, pubblicato dalla Carish, la prima raccolta di partiture dei più grandi jazzisti italiani dagli anni ’50 ad oggi.

Dopo lo straordinario successo di Roma Jazz’s Cool, tenutosi nel mese di luglio ed il Rock’s Cool nel mese di settembre, altri appuntamenti con importanti protagonisti della scena Jazz e Pop/Rock:

domenica 19/11 JOHN ABERCROMBIE;
venerdi 24/11 CARL VERHEYEN;
lunedì 27/11 MAURIZIO SOLIERI e MIMMO CAMPOREALE;
giovedi 14/12 JACK DE JOHNETTE;
venerdi 15/12 NICCOLO’ FABI & AGOSTINO MARANGOLO

Info:
Recording Studio - Via Cimarra, 19/b
College of Music - Via Urbana, 49/49a
00184 – Roma

Tel: +39.6.48.91.30.59
Fax: +39.6.47.40.109
Web: www.slmc.it

Great Music Low Cost @ La Palma!

Alla Palma, questa è realmente una settimana di grande musica internazionale da non perdere!
I nomi parlano da soli, e i (non) prezzi anche!!!

Scarica IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA della Palma.

Info:
La Palma
Via Giuseppe Mirri 35 - 00159 Roma
Tel 06 43566581 – 06 43599029
www.lapalmaclub.it
info@lapalmaclub.it

Jazz al Bröl

Continua l’appuntamento del venerdì sera della rassegna concertistica Jazz al Bröl alla Locanda del Bröl di Urgnano. Dopo l’appuntamento di venerdì 3 novembre con Le voci dei sax, seminario-concerto a cura dei musicisti Amedeo Bianchi e Claudio Pascoli, il 17 novembre si tiene il concerto del Claudio Angeleri Trio, trio consolidato e molto apprezzato nel panorama jazz, con Claudio Angeleri al piano, Paola Milzani (voce) e Marco Esposito al basso elettrico.

La rassegna prosegue il 2 dicembre con il Roger Rota QuartetSilvia Infascelli (voce), Roger Rota (sassofoni), Adelio Leoni (chitarra), Marco Gamba (basso elettrico) - per concludersi il 22 dicembre con la T.N.T. Ensemble Big Band di Sergio Orlandi.

La Locanda del Bröl si trova ad Urgnano in via San Martino 166.

Info e prenotazioni:
Tel: 035.4819157
E-Mail: info@lalocandadelbrol.it

Grande accoglienza per ?Divenire?

Einaudi entra direttamente al 12° posto della classifica dei dischi più venduti, già dalla prima settimana, con la sua ultima creazione “Divenire”.

Ennesimo successo per il pianista italiano che recentemente ha ricevuto la nomination per la colonna sonora al BIFA (British Indipendent Film Awards) realizzata per il film “This is England” di Shane Meadows.

Il nuovo disco “Divenire”, è balzato direttamente nei piani alti della classifica, dimostrando l’interesse che il pubblico mostra nei confronti delle sue inconfondibili melodie, per la prima volta accompagnate da un’intera orchestra e da eleganti inserti di musica elettronica.

L’uscita del disco sarà seguita dal tour che dopo due tappe internazionali, lo vedrà impegnato a partire dal 4 dicembre nelle principali città italiane.

A & P Trio in concerto al ?Camino?

Venerdì 10 Novembre
“IL CAMINO”
Grottaglie(TA), Via S. Sofia

A & P TRIO

Antonello Parisi, piano
Roberto Inciardi, contrabbasso
Franco Guarnieri, batteria

Info:
Tel - 099.5623900

BargaJazz presenta: Autumn Live! 2006

Roberto Rossi quartet

Roberto Rossi - trombone
Piero Frassi - piano
Nino Pellegrini - contrabbasso
Daniele Paoletti - batteria

Venerdì 17 Novembre ore 21,30
Dimitri Grechi Espinoza Trio

Dimitri Grechi Espinoza - sax
Franco Santarnecchi - piano
Renato Ughi - batteria

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Prima dei Concerti
DEGUSTAZIONE VINI
I PODERI DI GARFAGNANA
AZ. AGRICOLA MACEA (BORGO A MOZZANO)
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Ingresso con degustazione € 6

BargaJazz
Autumn Live! 2006

I concerti si terranno presso il BargaJazzClub, in via del Pretorio a Barga.
Il club, nato sull’onda del festival, ormai da 4 anni propone musica jazz tutti i venerdì sera con la collaborazione di molti musicisti toscani.

Info:
0583 723860
www.bargajazz.it
www.bargajazzclub.com
info@bargajazzclub.com

Jazz Club Arezzo: Enrico Granafei allo Story

siamo finalmente giunti al primo concerto della stagione invernale 2006-2007 del JCA, solo per questa occasione il concerto si svolgerà di Mercoledì, da Dicembre il giorno definito sarà giovedì allo “Story” loc Olmo (Ar) ore 21,30.

Granafei suonerà al Jazz Club di Firenze il 16 e al Chet Baker di Bologna il 17 e 18.

www.myspace.com/jazzclubarezzo

ENRICO GRANAFEI
Un virtuoso della armonica cromatica, chitarrista classico, vocalist, compositore e arrangiatore.
Diplomato in chitarra classica al Conservatorio di L’Aquila nel 1976.
Seguendo la tradizione del leggendario Toots Thielemans, inizia ad esplorare le possibilità jazzistiche dell’armonica cromatica, suonando nei jazz clubs italiani a fianco di grandi musicisti, diventa membro dell’orchestra di Pippo Caruso per la RAI; poi si reca a New York e lì suona in tutti i migliori jazz clubs: Blue Note, Birdland, Bottom Line.

Nel 1992 prende il master jazz alla Manhattan School of Music e lì è l’unico allievo del grande Thielemans.
La sua notorietà cresce e suona nei migliori festivals : Pori Jazz festival Finlandia), Euromeet , Django festival (Francia), Budapest Music Festival.

Ha registrato con : Eddie Gomez, Eliot Zigmund, Marc Johnson, Adam Nussbaum, Nnena Freelon per Concord Records.

L’ultima “invenzione” di Enrico è la Hands-free chromatic armonica, uno strumento rivoluzionario costruito da Vern Smith, che gli permette di suonare contemporaneamente la sua chitarra con l’armonica e cantare, cosa mai successa prima nella musica jazz.

E’ il proprietario del “Trumpets”, uno dei più prestigiosi jazz club di New York.

Enrico sarà accompagnato da un collaudato ensemble toscano “Bozorius Trio” composto da:

Marco Pezzola : pianoforte
Bozorius: contrabbasso e basso elettrico
Cosimo Marchese: batteria

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