Archivio del 03/2006


Nils Petter Molvaer

Osservare il palco ancora vuoto, in attesa del trombettista norvegese e della sua band, è come aggirarsi in una sala regia, o in una cabina di pilotaggio. Manopole, bottoni, pedali, rack, piccoli schermi, equalizzatori grafici affollano, sovrapposti, affiancati e pigiati l’un l’altro, le postazioni di ognuno dei musicisti. Neanche Rune Arnesen, il batterista, pare allontanarsi da quest’ottica disordinata, posizionando piatti e tamburi in maniera apparentemente casuale. Il microfono del leader, poi, è praticamente circondato da ammennicoli i più vari, tra i quali spicca un bauletto metallico zeppo di misteriose componenti. Quando i cinque entrano in scena, il locale è quasi vuoto, né si riempirà col tempo. È un peccato, ma il fatto pare non disturbare i musicisti, che iniziano tranquillamente ad accarezzare i propri strumenti, per diversi minuti, e ognuno di loro sembra preso esclusivamente dai propri aggeggini, non curante del resto. Ciò nonostante, la risultante musicale assume sempre più senso, rivelando nessi tra i diversi interventi a primo acchito inaspettati. Molvaer, intanto, si rivela sempre più avaro nei suoi assoli, nelle sue interpolazioni: la sua partecipazione al flusso elettronico-musicale è minima, un gruzzolo di note ogni tanto e nulla più. L’assunzione di un ruolo più sommesso rispetto alla spudorata sicurezza di cui la tromba è simbolo (per dirlo con le parole di Geoff Dyer) trova nell’esecuzione dal vivo la sua manifestazione più concreta. Del resto, nessuno dei suoi accompagnatori opera in maniera invasiva nello sviluppo dei pezzi; al contrario, essi compongono sul momento, con gesti leggeri, impercettibili, una corrente sonora che pare andare da sé, senza comandi e senza timoni. Questo è senza dubbio il tratto più seducente del set proposto, e, in fondo, dell’intero lavoro di Nils Petter Molvaer: l’uso dell’elettronica come riflesso di un atteggiamento imperturbabile e, al contempo, permeabile e attento a tutto quello che accade all’esterno. Così, facendosi suggestiva, atmosferica, dilatata, la musica rievoca in tutti i modi possibili lo scenario esterno, urbano e meticcio, ma anche gelido e uniforme come i luoghi di provenienza dei cinque.
Conclusa la lunga elaborazione iniziale, Frozen solleva la dinamica ritmica e l’effervescenza asimettrica di Arnesen; Softer, invece, restituisce al leader la presenza catalizzatrice e la regia del lento incedere sonoro. Il suo timbro nasce morbido e flessuoso, ma sa allontanarsi drasticamente dal punto di partenza, attraversando il filtro di riverberi, chorus, delay e disparate alchimie. Un numero infinito di microvariazioni, quindi, è la cifra estetica del suo lavoro. Microvariazioni quasi sempre intriganti, a volte ammalianti, ma a tratti anche vacue e annunciate. Tanto che il pubblico accoglie con un pizzico di sollievo la linea vocale di Only These Things Count, cantata con un timbro placido ma calamitico da Jan Bang (samples e drum-machine). Nel finale gli scratch e i tasselli inseriti da Dj Strangefruit si fanno più ossessivi, e questo conduce tutti gli strumentisti a imprimere maggiore spinta alla materia musicale. Perfino Molvaer si concede frasi più lunghe di una battuta - una vera rarità per la serata -. Dopo la canonica presentazione della band, gli applausi conclusivi e l’abbandono del palco, la richiesta di bis è alquanto imbolsita (l’ora tarda e il numero esiguo di spettatori non permettono niente di meglio). Tuttavia, la mole massiccia del trombettista compare nuovamente in scena, salutando la platea a suo modo, con un solo appena appena più sciolto, molto apprezzato dai presenti. Quello di Nils Petter Molvaer è uno spettacolo ipnotico, cioè: non è il futuro, non è avanguardistico e non è sempre brillante, ma rappresenta un’affascinante esperienza d’ascolto.
(Gianpaolo Chiriacò)

Roberto Gatto Special 5et

Flavio Boltro (tr); Daniele Scannapieco (ten); Dado Moroni (pf); Rosario Bonaccorso (cb); Roberto Gatto (batt)

Roberto Gatto non poteva scegliere modo migliore per festeggiare una carriera ormai trentennale: un tour italiano, con estensioni in Europa e Cina, accompagnato da un gruppo stellare, per omaggiare il maestro Davis e la prossima testimonianza discografica di questo progetto. Le circa due ore di concerto salernitano hanno però offerto molto più che una semplice celebrazione. Il quintetto ha scelto un repertorio difficile dal Real Book davisiano, quello del “periodo Coleman, Shorter, Hancock, Carter, Williams” e lo ha proposto con la personalità e la maturità di chi ha studiato a fondo quelle suggestioni, interiorizzandole e rendendole parte del proprio bagaglio espressivo. Il concerto è stato un susseguirsi di sguardi e ammiccamenti tra gli esecutori, di spunti ritmici e melodici presi al volo e ributtati in circolo con assoluta naturalezza, a testimonianza di un’intesa e di un sentir comune molto profondi e consolidati. Il set si è aperto con le marcate tensioni ritmiche di Joshua, alla quale è seguita There Is No Greater Love, caratterizzata dal notevole interplay tra Moroni, Gatto e Bonaccorso e dai vorticosi break finali presi a turno dalla batteria con gli altri strumenti. L’esecuzione di Footprints ha rappresentato uno dei momenti d’eccellenza del concerto: ritmo molto spezzato, contrapposizioni stilistiche tra sax e tromba - il primo, con accenni nervosi a suonare fuori, e la seconda, invece, a cercare la rarefazione - e sotto un continuo lavorio del piano, ora ampio e sospeso oppure carico di tensione cromatica. Gatto, quindi, ha dato sfogo al carico emotivo accumulato, passando da un grande solo melodico in dialogo con il piano a un’esplosione percussiva liberatoria, dove controllo assoluto della dinamica, energia, fantasia e precisione, hanno confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la caratura internazionale del batterista romano, e letteralmente rapito l’attenzione anche del resto del gruppo, quasi spiazzato a rientrare sul pezzo. Moroni ha quindi portato il gruppo verso Stella By Starlight con arpeggi molto liquidi e rilassati, rendendo marcato il cambio d’atmosfera. Dopo una breve presentazione, lo Special 5et si è rituffato nel mood davisiano con All Blues, talmente sentita e tirata da Moroni da fargli sollevare il mezzacoda durante il solo, sfumando quindi sulle atmosfere raccolte e ispirate di Basin Street Blues. Boltro ha sferrato l’uno-due finale sparando il tema di Four, vorticoso e velocissimo per introdurre i chorus di sax, tromba, piano e l’ennesima serie di break tra la batteria e gli altri strumenti, atterrando infine su All Of You. Bis d’obbligo in assoluta scioltezza, Seven Steps To Heaven. Tanto per gradire.
(Furio Ciulini)

Stefano Bollani e Banda Osiris

Primo Piano” è divertente, surreale, deflagrante; tuttavia, in alcuni momenti, si ritrova impeciato in una narrazione deboluccia. Ma procediamo con ordine. Lo spettacolo messo in piedi dalla Banda Osiris e da Stefano Bollani è incentrato sulla vita del pianista, e si sviluppa attraverso piccoli quadri ispirati alla realtà o completamente inventati: gli anni del Conservatorio, la fama, la malattia, la vecchiaia, la morte. Ognuna di queste situazioni diventa così il canovaccio su cui costruire le battute e le improvvisazioni, in musica e in parole. Il tutto insaporito da una selezione di canzoni vasta e intelligente, in grado di illuminare il lato istrionico ma anche la sensibilità dei musicisti-teatranti. Da Norwegian Wood a Smells Like Teen Spirit, passando per la versione spagnola di Perhaps, Perhaps, Perhaps e Cosa sono le nuvole – interpretate magistralmente dalla voce di Bollani –, la bravura e l’esuberanza dei cinque miete numerose vittime. In particolare la parte iniziale, quella che racconta il periodo di studio di Bollani, risulta esplosiva: i personaggi del maestro e del tenore sono da commedia dell’arte, ma l’effetto è originale ed esilarante se messo nelle mani della Banda Osiris. La fase della fama, poi, ha momenti davvero indimenticabili, come quando Bollani dà voce ai pensieri (tecnici e faceti) che affollano la testa di un musicista nel corso di un’improvvisazione. La vis comica, però, si riduce drasticamente in tutta la seconda parte, in cui immaginano un Bollani acciaccato e poi morto. L’ironia si fa sottile e il meccanismo teatrale più delicato, ma l’esito non è ottimale, inficiato soprattutto da situazioni sceniche “tirate avanti” fino all’eccesso. In un lungo momento, i maestri della Banda Osiris abbandonano gli amati strumenti a fiato per brandire basso, microfono, batteria e chitarra, e fingono di essere un’orchestrina al lavoro nel corso di un veglione di capodanno. La presenza sul palco dei quattro è sempre unica e non mancano i lampi di grande umorismo, tuttavia l’idea risulta slavata e non merita tutto il tempo dedicato. Lo stesso vale per il finale, interamente giocato sull’equivoco del Bollani “morto” ma ancora presente in scena. L’assenza di entusiasmo da parte del pubblico (reattivissimo, invece, in tutta la prima parte) deve essere stata percepita anche dai protagonisti. Tanto che il Maestro Carlone Jr. prende la situazione in pugno e si lancia in un lungo monologo, totalmente improvvisato e geniale fino alla follia, capace di impressionare e far sbellicare nuovamente tutti i presenti. Un vero e proprio colpo di coda di consumati animali da palcoscenico, che hanno sempre la capacità di risvegliare l’attenzione e regalare scosse d’ilarità.
Il tocco finale, oltre a risollevare le sorti dello spettacolo, dimostra che sul piano della tecnica e dell’estro, la Banda Osiris e Stefano Bollani non sono secondi a nessuno. Senza contare che il coraggio di intraprendere vie disagevoli e imprevedibili va sempre encomiato. Eppure, anche ad artisti di questo calibro, avrebbe giovato un copione più robusto, un’idea narrativa più solida, una trama più complessa e strutturata, sì da esaltare tutti i lati di un talento articolato, e non solo quello dell’ironia surreale e della verve estemporanea.
(Gianpaolo Chiriacò)

?Il Piacere diVino?, il programma dei concerti

8 Aprile
SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC presenta :
SORRENTINO - BONINI 4ET
Antonello Sorrentino - tromba
Marco Bonini - chitarra
Riccardo Gola - contrabbasso
Ermanno Baron - batteria

15 Aprile
SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC presenta :
SORRENTINO - MEMEO QUARTET
Antonello Sorrentino - tromba
Andrea Memeo - chitarra
Vincenzo Florio - contrabbasso
Massimiliano De Lucia - batteria

21 Aprile
SATIN DOLLS DUO – JAZZ AL FEMMINILE
Francesca Tandoi – piano
Caterina Palazzi – contrabbasso

22 Aprile
SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC presenta :
SORRENTINO - BONINI 4ET
Antonello Sorrentino - tromba
Marco Bonini - chitarra
Riccardo Gola - contrabbasso
Alessandro Marzi - batteria

28 Aprile
SATIN DOLLS QUARTET – JAZZ AL FEMMINILE
Marta Raviglia - voce
Francesca Tandoi – piano
Caterina Palazzi – contrabbasso
Carola Iapino – batteria

29 Aprile
SAINT LOUIS COLLEGE OF MUSIC presenta :
A 24 QUARTET
Piero Delle Monache - sax
Francesco Diodati - chitarra
Riccardo Gola - contrabbasso
Ermanno Baron – batteria

Per info e prenotazioni
Il Piacere diVino” Wine Bar, Enoteca - Via G. Lunati, 16 FRASCATI (RM)
06.94.01.00.96 - 393.08.28.075
info@ilpiaceredivino.it
Per le serata La disponibilità dei posti è limitata a 40 persone
Live Music & Food 25,00 €

Matt Wilson?s ?Arts & Crafts? al Ronciglione Jazz Festival

Venerdi 24 marzo presso il Ristorante Fiorò, il Ronciglione Jazz Festival porta una nuova perla alla sua stagione invernale con un grande concerto di livello internazionale. Come al solito la serata sarà accompagnata dalla consueta cena degustazione curata dal proprietario del ristorante Luciano De Fermo. Il costo della serata, cena e concerto, sarà di soli 25,00 Euro.
Mattatori della serata saranno gli Matt Wilson’s “Art & Crafts” con Terell Stafford alla tromba, Larry Goldins al piano e organo, Dennis Irwin al contrabbasso e Matt Wilson alla Batteria.

L’otto aprile, sempre presso il Ristorante Fiorò, si esibirà Bobby Durham, batterista di Ella Fitzgerald per dodici anni, con il suo quartetto.
In attesa di questi due nuovi colpi del Ronciglione Jazz Festival, per chi volesse è possibile prenotare la cena od avere informazioni al 338-6642749.

Pub ?Il Moro?

Sulle note della musica di Cuba, esclusivo concerto jazz lunedì 20 marzo.

Ancora espressioni di vero Jazz, stavolta di razza “latin”, con una delle più evidenti testimonianze del grandissimo talento dei musicisti della prestigiosa “scuola salernitana”: il CUBAN STORIES, la band di Latin e Salsa Jazz di Alfonso Deidda, il polistrumentista salernitano oggi considerato uno dei migliori talenti della nuova scena musicale italiana ed internazionale.

Pub “Il Moro
Borgo Scacciaventi di Cava de’ Tirreni (Sa)

Blue Stage Jazz Club

Giovedi 23 marzo
“Sacher quartet”

Giuliano Ferrari, voce
Alberto Favale, voce
Laura Marchesi, voce
Alfredo Turico, voce
Mario Zara, pianoforte
Alessandro Balladore, chitarra
Giacomo Lampugnani, basso
Stefano Resca, batteria

Giovedi 30 marzo
“Luca Segala 5tet”

Giovanni Falzone, tromba
Luca Segala, saxofoni
Fabio Franceschetti, chitarra
Piero Orsini, contrabbasso
Marco Castiglioni, batteria

Blue Stage Jazz Club
Via cavallotti
Linarolo (PV)
www.bluestagemusic.com

Dionne Warwick in concerto

Dopo quattro anni di assenza, torna ad esibirsi in Italia la grande artista statunitense Dionne Warwick, che si esibirà in una doppia data a Roma, all’Auditorium Conciliazione venerdì 24 marzo e a Costabissara (a 10 km da Vicenza) nel nuovo spazio Maxlive, sabato 25 marzo.

Con la sua formazione tradizionale nota al grande pubblico (Kathleen Rubbico al piano e direzione musicale, Wade Short al basso, Renato Pereira alle percussioni, Bill Hunter alle tastiere e Jeffrey Lewis alla batteria), Dionne interpreterà in uno straordinario concerto i suoi più acclamati successi.

L’incontro con i songwriters e produttori Burt Bacharach e Hal David è stato determinante per la carriera di Dionne Warwick che nei primi anni 60 ha interpretato le loro canzoni insolitamente complicate rimanendo attaccata a quel repertorio anche dopo la separazione da essi.

Inizialmente fu Bacharach a suggerire a Marie Dionne Warrick, giovane cantante dall’educazione musicale di radice gospel, di registrare alcuni demos per lui cantando le canzoni scritte con Hal David. Così nacque il suo primo singolo, “Don’t Make Me Over“, nel 1962, prodotto dal celebre duo col nome errato di Dionne Warwick, che tuttavia fu mantenuto anche in seguito.

Don’t Make Me Over” arrivò al Top 20 Pop e, all’inizio di 1963, raggiunse i Top Five R&B. All’inizio del 1964 un altro successo, “Anyone Who Had a Heart“, raggiunse il Top Ten Pop ed il Top Five R&B, come anche il successivo “Walk on By“, in cima al Top Ten. Negli anni successivi la cantante ottenne altri importantissimi riconoscimenti con i due album “Here Where There Is Love” e “Dionne Warwick’s Golden Hits, Pt. 1“.

Si ricordano tra gli altri l’hit “I Say a Little Prayer di David” e l´album d’oro “Valley of the Dolls”. Il singolo seguente “Do You Know the Way to San José” raggiunse nuovamente i Top Ten di Pop e di R&B. Dello stesso periodo sono gli hits “This Girl’s in Love With You” e “I’ll Never Fall in Love Again”.

Nel 1979 Barry Manilow scrisse per lei e produsse “I’ll Never Love This Way Again”, che fa parte dell’album Dionne, insieme all’altro hit ”Déja Vu”, entrambi vincitori di un Grammy Award.

Dionne fu ancora in cima alle classifiche nel 1980 con “No Night So Long”, ma fu il suo successivo LP, scritto insieme ai fratelli Gibb, alias Bee Gees, a portarle maggior fortuna: “Heartbreaker”.

Nel 1985, prendendo spunto dalla canzone di Bacharach e Carole Bayer Sager “That’s What Friends Are For”, Dionne organizzò lo storico concerto contro l’AIDS, insieme a Elton John, Gladys Knight, e Stevie Wonder, la cui registrazione Friends svettò in cima alle classifiche guadagnando ben cinque Grammy. Nel 1987 seguì un altro successo, Love Power, in duetto con Jeffrey Osborne, sempre scritta dal binomio Bacharach/Sager.

Tra le sue ultime interpretazioni si ricordano quelle contenute nell’album del 1995 “Aquarela Do Brazil” (Arista Records), nel 1998 “Dionne Sings Dionne”, una collezione del suo miglior repertorio, prodotto dalla River North Records ed il duetto con la nipote Witney Houston. Dionne ha un’intensa attività live in tutto il mondo ed è certamente una delle più importanti interpreti del mondo.

Venerdì 24 marzo
Auditorium Conciliazione
, h 21
Via della Conciliazione 4 00193 Roma
Tel. 06 684391
www.auditoriumconciliazione.it

Costi dei biglietti (esclusa la prevendita):
€ 60 (poltronissima), € 50 (poltrona), € 40 (terzo settore)
Infoline e prenotazioni: GREENTICKET
Call center – 899500055 (orario: 9.00 - 13.00 / 14.30 -18.30)
www.greenticket.it

Sabato 25 marzo
Maxlive
, h 19
Via Meucci 44 36030 Costabissara (VI)
Strata Statale 46 del Pasubio, km 5,5
Tel 0444 381646
www.maxlive.net

Costi dei biglietti:
da € 35 a € 124

La Palma Club, il programma di Aprile 2006

SCARICA il programma completo dei concerti di Aprile dell’esclusivo Jazz Club romano.

La Palma Club
Via G. Mirri 35
Roma
Tel.: 06/43566581
www.lapalmaclub.it

Inizio concerti ore 22.00 (escluso il sabato, ore 23.00)

?Jazz Life?, la mostra di William Claxton al Blue Note

Per la prima volta il Blue Note Milano (Via Borsieri, 37) apre le porte ad una mostra. Dal 31 marzo al 21 aprile il tempio del jazz ospiterà in esclusiva “JAZZ LIFE” , 30 fotografie (22 stampe in bianco e nero e 8 a colori) autografate da William Claxton (che tra l’altro, sarà presente al Blue Note il 1 aprile), il più grande fotografo del mondo della musica jazz, capace di raccontare in immagini i suoi viaggi in tutto il mondo e il suo amore per il jazz in generale. Per oltre cinquant’anni i suoi lavori hanno abbellito innumerevoli copertine di album musicali e di riviste specializzate.

Le immagini della mostra sono il risultato della collaborazione, fra il 1959 e il 1960, del fotografo William Claxton e del noto musicologo tedesco Joachim Berendt che attraversarono gli Stati Uniti sulle tracce della musica jazz. Il tutto ha prodotto una straordinaria collezione di fotografie e registrazioni di artisti leggendari così come di sconosciuti musicisti di strada.

L’originario frutto delle loro fatiche è il libro “Jazz Life”, diventato un pezzo da collezione ed oggetto di culto per gli appassionati di jazz e fotografia di tutto il mondo. Nel 2003 Taschen ha iniziato a mettere insieme il materiale che costituisce questa importante raccolta, ampliandolo con numerose e inedite immagini a colori di quel viaggio. Il risultato è questo volume aggiornato, con un’introduzione firmata da Claxton in cui il fotografo racconta del suo viaggio con Berendt e del suo amore per il jazz in generale. Al volume è allegato un cd con le registrazioni originali di Joachim Berendt rimasterizzate grazie alla moderna tecnologia. Riportati indietro nel tempo, gli amanti del jazz potranno così vedere le immagini e ascoltare la musica che Claxton e Berendt originariamente videro e sentirono.

Il volume include foto di Charlie Parker, Count Basie, Duke Ellington, Muddy Waters, Gabor Szabo, Dave Brubeck, Stan Getz, Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Miles Davis, Charlie Mingus, Thelonius Monk, John Coltrane a molti altri. In allegato, un cd rimasterizzato digitalmente con la musica che Claxton e Berendt ascoltarono durante il viaggio (I pezzi furono pubblicati per la prima volta nel 1960 in due dischi).

L’accesso alla mostra è compreso nel biglietto del concerto. L’inaugurazione di “Jazz Life” del 31 marzo coincide con la prima del concerto di Nicola Conte al Blue Note (che si esibirà anche l’1 aprile). L’ingresso al vernissage della mostra è dietro presentazione di invito alle ore 19.00, dalle ore 19.30 è aperto al pubblico.

Durante la seconda serata lo stesso William Claxton sarà a disposizione del pubblico presente per autografare il suo libro.

Come di consueto, gli spettacoli saranno alle ore 21.00 e alle ore 23.30 (apertura porte: ore 19.30; per informazioni/prenotazioni: 899700022).

Per entrambi gli spettacoli, il biglietto “advance” (acquistato fino alle ore 19.00 del giorno dello spettacolo) è di 25,00 euro e quello “door” di 30,00 euro (acquistato dopo le ore 19.00 del giorno dello spettacolo).

È valido lo sconto del 40% per i giovani sotto i 26 anni per il secondo spettacolo delle 23.30.

Accordo Egea – Blue Serge

Firmato un accordo di distribuzione in esclusiva tra Egea Distribution, distributrice in Italia di alcune importanti etichette jazz tra cui Dreyfus e Enja, e la Blue Serge di Sergio Cossu, label nata nel 2003 e specializzata in jazz e musica strumentale.

International Massimo Urbani Award “I.M.U.A.”

Direttore artistico: Paolo Piangiarelli (Philology Label)

L’evento sarà ripreso dalle telecamere di JAZZ AROUND TV.

· L’International Massimo Urbani Award (I.M.U.A.) ha lo scopo di onorare la memoria del leggendario sassofonista romano attraverso la valorizzazione di talenti emergenti del jazz ;

· la partecipazione all’IMUA è aperta a musicisti Jazz di qualsivoglia nazione e strumento musicale, senza alcun limite d’età; i candidati saranno accompagnati dal Trio Claudio Filippini, Massimo Manzi, Massimo Morioni;

· Il premio IMUA 2006 consisterà nella incisione di un disco con la Philology Label con musicisti di levatura internazionale, inoltre verranno assegnate borse di studio per i seminari estivi di Umbria Jazz e Nuoro Jazz;

· l’IMUA 2006 si chiuderà il 28 maggio con il concerto dei vincitori e del Francesco Cafiso Quartet guest Fabrizio Bosso;

· le domande di iscrizione dovranno pervenire entro il 26 aprile 2006 al seguente indirizzo: Associazione Culturale Musicamdo Viale G. Leopardi 42 62032 Camerino (MC);

· il bando di concorso e la scheda di iscrizione sono scaricabili sul sito www.musicamdo.it

Info: Associazione Musicamdo, V.le G.Leopardi, 42 - 62032 Camerino (MC)

E-mail: info@musicamdo.it
Telefono: 334/3922654

L’ IMUA è organizzato con il contributo di: Provincia di Macerata, Università degli studi di Camerino, Comune di Camerino, ERSU di Camerino, Comunità Montana di Camerino. In collaborazione con Philology Label, Umbria Jazz, Nuoro Jazz, Jazzitalia, Jazzit, JazzAroundTV.

James Blood Ulmer in concerto

James Blood Ulmer, voce e chitarra;
Vernon Reid, chitarra;
Charles Burnham, violino elettrico e mandolino;
Mark Peterson, contrabbasso;
Aubrey Dayle, batteria;
Rick Steff, pianoforte, wurlitzer, fisarmonica;
David Barnes, armonica

Proseguono con particolare intensità e con sonorità sempre diverse, le proposte della rassegna “Jazz Club”, all’interno della sezione Musica di Etnafest 2006, organizzata dall’Azienda Provinciale al Turismo di Catania sotto la direzione artistica del Dott. Gianni Morelenbaum Gualberto.

Sabato18 marzo (ore 21.15) presso il Centro Culture Contemporanee Zo, sarà di scena il settetto di James Blood Ulmer con la partecipazione del chitarrista angloamericano Vernon Reid.

James Blood Ulmer, a lungo compagno d’avventure del genio Ornette Coleman, e Vernon Reid, fondatore del ben noto gruppo Living Colors, sono ormai celeberrimi musicisti (ritratti anche da Wim Wenders nel film The Soul of a Man, in cui interpretano Down in Mississipi di J. B Lenoir), il cui nome è stato spesso legato a complessi progetti d’avanguardia. In questo nuovo progetto propongono un trascinante blues elettrico fatto di grande passione, che si muove nella scia di maestri come Muddy Waters e John Lee Hooker.

Centro Culture Contemporanee Zo, Viale Africa - Catania
Posto unico: intero 8,00 - ridotto €. 6,00 inclusi diritti di prevendita
Infoline: tel. 0957225340
www.ctbox.it – Circuito Nazionale: BOXOFFICE Italia
web: www.etnafest.it

Apt Catania
via Cimarosa 10
95124 Catania
tel. centr. 0957306211

http://www.apt.catania.it/

Fabrice Eulry in concerto a Milano

Venerdì 17 marzo h 21:30 a Milano, nella splendida cornice del “Not Just Jazz” del Grand Visconti Palace, il grande pianista francese Fabrice Eulry, che detiene l’ “Endurance Piano World Record” coinvolgerà e incanterà gli spettatori con le sue performance spettacolari e il suo carisma.

QUI potete trovare la programmazione completa del Gran Visconti Palace Jazz Club.

L?Alexanderplatz Jazz Club presenta ?Club Festival?

Grande musica internazionale all’Alexanderplatz, il jazz-club più famoso d’Italia.
Dal 14 marzo il talentuoso sax tenore DONNY McCASLIN aprirà la rassegna dal titolo “CLUB FESTIVAL“, che fino alla metà di aprile ci consentirà di apprezzare alcune delle proposte più interessanti del panorama jazz internazionale.
La formula sarà quella vincente già sperimentata durante tutta la stagione, dedicare cioè a grandi jazzisti una intera settimana di musica.
Si partirà il 14 marzo: da New York è in arrivo il geniale DONNY McCASLIN, già “nominato” ai Grammy nel 2005, accompagnato dal trio di Roberto Gatto (14-18/3).
E poi a seguire l’energica tromba di JEREMY PELT (21-25/2), lo speciale quartetto di ALEX SIPIAGIN - MAURIZIO GIAMMARCO con John Arnold e Dario Deidda (28/3 - 1/04), lo straordinario sassofonista GEORGE GARZONE (4-8/4), e a chiudere il ritorno di RICK MARGITZA con Andrea Marcelli (12-14/4).
Come gli affezionati frequentatori del jazz-club di Via Ostia sanno bene, per le serate del “CLUB FESTIVAL” è consigliato prenotare, soprattutto a coloro che vorranno unire il piacere delle note a quello del palato con l’ottima cucina del nostro ristorante.
Una piacevole primavera musicale da trascorrere in armonia con i BIG in esclusiva per l’Alexanderplatz.

Il programma:

Martedì 14, mercoledì 15, giovedì 16, venerdì 17 e sabato 18 marzo
DONNY McCASLIN & ROBERTO GATTO TRIO
La band: Donny McCaslin - sax; Claudio Filippini - piano; Luca Bulgarelli - contrabbasso; Roberto Gatto - batteria.

Martedì 21, mercoledì 22, giovedì 23, venerdì 24 e sabato 25 marzo
JEREMY PELT QUARTET
La band: Jeremy Pelt - tromba; Luca Mannutza - piano; Nicola Moresu - contrabbasso; Nicola Angelucci - batteria.

Martedì 28, mercoledì 29, giovedì 30, venerdì 31 marzo e sabato 1 aprile
ALEX SIPIAGIN-MAURIZIO GIAMMARCO QUARTET - featuring John Arnold e Dario Deidda
La band: Alex Sipiagin - tromba; Maurizio Giammarco - sax; John Arnold - batteria; Dario Deidda - contrabbasso.

Martedì 4, mercoledì 5, giovedì 6, venerdì 7 e sabato 8 aprile
GEORGE GARZONE U.S.A QUARTET
La band: George Garzone: sax tenore; Greg Burk - piano; Fabrizio Sferra - batteria; : Jonathan Robinson - contrabbasso.

Mercoledì 12, giovedì 13, venerdì 14 aprile
RICK MARGITZA & ANDREA MARCELLI TRIO
La band: Rick Margitza - sax; Andrea Marcelli - batteria; Thomas Clausen - piano; Francesco Puglisi - contrabbasso.

INFOLINE: tel. +39 06 39751877 - 06 39742171
Orario di apertura locale: ore 20.00
Orario di inizio concerti: ore 22.00

ALEXANDERPLATZ JAZZ CLUB
“l’avanguardia nella tradizione”
Via Ostia 9
00192 Roma (Italy)
tel. +39 06 39751877 - 06 39742171

Ingresso gratuito con tessera.

Eivind Aarset Trio

Sound Jazz Cafè
via Leopardi, 56
Pomigliano d’Arco (Na)

tel. 081 803 2810

www.pomiglianojazz.com
www.soundjazzcafe.it

ingresso libero

Eivind Aarset uno dei più eccitanti, eclettici e creativi rappresentanti del jazz underground scandinavo, in concerto mercoledì 15 marzo al Sound Jazz Cafè di Pomigliano d’Arco, alle ore 21, in esclusiva per il Sud Italia. Jazz, Triphop, Ambient, Drum’n'Bass ma anche Pop e Rock: la musica onnivora di Eivind trae liberamente spunto da diversi generi e stili, facendo un sapiente uso tanto delle tecnologie digitali quanto dei tradizionali strumenti acustici, costantemente alla ricerca di nuove possibilità soniche e di improvvisazioni sempre più audaci.
Conquistato dalla chitarra di Jimi Hendrix, con un fertile passaggio nell’heavy metal (“una fantastica esperienza anche se mi ero stancato di fare ogni sera l’incazzato”), Aarset è apparso in più di 150 album di musicisti di diversa estrazione come Ray Charles, Dee Dee Bridgewater, Ute Lemper, Ketil Bjornstadt, Mike Mainieri, Arlid Andersen, Abraham Laboriel e Django Bates, oltre che negli album e nei live set di Nils Petter Molvaer e del guru delle tastiere Bugge Wesseltoft.
Électronique Noire, il suo debutto come bandleader, è stato definito un piccolo capolavoro, uno dei miglior album del jazz elettronico della era post milesiana, sia dal New York Times, che da Jazzwise e America Jazz Times. Il suo seguito, Light Extracts, è una miscela di suoni accattivanti, di improvvisazioni audaci e ritmi della club culture europea. Connected, il suo ultimo lavoro, lo ha consacrato come una delle voci-chiave del Nu-jazz europeo. La sua musica è un’istantanea dei suoni più vari che si possano trovare nel jazz, che esplorano il potenziale di una musica così nuova che non ha ancora determinato nessuna frontiera o regola e i cui unici limiti sono i limiti dell’immaginazione…

Eivind Aarset (guitar);
Wetle Holte (drums);
Marius Reksjø (bass).

Italian tour:
13 marzo - Reggio Emilia @ Club La Sosta
15 marzo - Pomigliano d’Arco (Na) @ Sound Jazz Cafè
16 marzo - Roma @ La Casa del jazz

Bari Jazz Festival 2006

Il 27, 28 e 29 giugno 2006, il Centro Storico della città di Bari sarà animato da una serie di concerti di musica jazz, con la partecipazione di noti artisti italiani e stranieri. Mostre, installazioni e proiezioni di filmati d’ autore faranno da cornice all’evento, unico in Puglia.

La direzione artistica del festival, curata sempre dal maestro Roberto Ottaviano, coniugherà un’attenta rassegna di proposte musicali internazionali con le migliori realtà del territorio, anche attraverso produzioni originali.

In questi tre giorni la straordinaria vitalità ed universalità di questa musica pervaderà il fascino del borgo antico dal Fortino alla Piazzetta dei Gesuiti, dalla Vallisa alla Piazza Mercantile, fornendo così l’ occasione unica per appassionati e turisti per ritrovare con l’occhio e l’orecchio una dimensione in cui il “Villaggio Globale” risulti una comunione di elementi diversi piuttosto che lo sterile appiattimento verso un pensiero unico.

Charity Café Jazz Club

Venerdì 10 “Pratesi Trio” h 22:00
Francesco Diodati, Chitarra
Daniele Basirico, Basso
Emiliano Pratesi, Batteria

Sabato 11 “Simone Crinelli Quartet” h 22:00
Simone Crinelli, Sax Baritono
Enrico Bracco, Chitarra
Marco Loddo, Contrabbasso
Mario Lineri, Batteria

Domenica 12 “Aperitivo Jazz” h 18:00
Marta Capponi, Voce
Gino Boschi,Chitarra

Lunedì 13 “Tattara Evangelisti” h 21:30
Francesco Tattara, Chitarra
Giancarlo Evangelisti, Chitarra

Martedì 14 “Michisanti Maggio” h 21:30
Simone Maggio, Piano
Federica Michisanti, Contrabbasso

Mercoledì 15 “Jam Session Night” h 21:30
Fabrizio Montemarano, Contrabbasso
Massimiliano De Lucia, Batteria
Diretta da Giancarlo Evangelisti

Giovedì 16 “Emergenza Jam” h 21:30
Riccardo Gola, Contrabbasso
Emiliano Caroselli, batteria
Diretta da Giancarlo Evangelisti
Ospiti: tutti i musicisti che il Charity conosce

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Venerdì 17 “Gianni Savelli Trio” h 22:00
Gianni Savelli, Sax Tenore
Vincenzo Florio, Contrabbasso
Marco Valeri, Batteria

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Sabato 18 “Okinerò” h 22:00
Mario Di Marco, Clarinetto
Giancarlo Evangelisti, Chitarra
Giulio Ceccacci, Basso
Carmine Chiappetta, Batteria

Domenica 19 “Aperitivo Jazz” h 18:00
Marta Capponi, Voce
Marco Bonini, Chitarra

Lunedì 20 Marta Capponi Duo” h 21:30
Marta Capponi, Voce
Gino Boschi, Chitarra

Martedì 21 “Pirone Nencha” h 21:30
Massimo Pirone, Trombone
Stefano Nencha, Chitarra

Mercoledì 22 “Jam Session Night” h 21:30
Fabrizio Montemarano, Contrabbasso
Massimiliano De Lucia, Batteria
Diretta da Giancarlo Evangelisti

Giovedì 23 “Emergenza Jam” h 21:30
Riccardo Gola, Contrabbasso
Emiliano Caroselli, batteria
Diretta da Giancarlo Evangelisti
Ospiti: tutti i musicisti che il Charity conosce

Venerdì 24 Silvia Manco Trio” h 22:00
Silvia Manco, Voce & Piano
………….Contrabbasso
Massimiliano De Lucia, Batteria

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Sabato 25 “ROBERTO GATTO Quartet” h 22:00
Daniele Tittarelli, Sax
Marco Bonini, Chitarra
Marco Fratini, Contrabbasso
ROBERTO GATTO, Batteria

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Domenica 26 “Aperitivo Jazz” h 18:00
Marta Capponi, Voce
Gino Boschi, Chitarra

Lunedì 27 “Boschi Diodati” h 21:30
Gino Boschi, Chitarra
Francesco Diodati, Chitarra

Martedì 28 “Rossovino” h 21:30
Gavino Parretta, Voce, Chitarra & Armonica

Mercoledì 29 “Jam Session Night” h 21:30
Fabrizio Montemarano, Contrabbasso
Massimiliano De Lucia, Batteria
Diretta da Giancarlo Evangelisti

Giovedì 30 “Emergenza Jam” h 21:30
Riccardo Gola, Contrabbasso
Emiliano Caroselli, batteria
Diretta da Giancarlo Evangelisti
Ospiti: tutti i musicisti che il Charity conosce

Venerdì 31 “Organ Trio” h 22:00
Vincenzo Lucarelli, Organo
Stefano Nencha, Chitarra
Massimiliamo De Lucia, Batteria

Solisti e Grandi Orchestre all?Auditorium Parco della Musica

Due rassegne all’ Auditorium Parco della Musica per ascoltare grandi musicisti esibirsi da solisti con il loro strumento d’elezione:
Piano solo: Compositori e virtuosi del pianoforte, dall’autore di celebri colonne sonore, come “Lezioni di Piano” e The Libertin con Johnny Depp, Michael Nyman, allo sfrenato Bojan Z con il suo funky jazz. Eventi unici nei quali gli artisti possono esprimere la loro personale poetica sugli ottantotto tasti.
A Solo: Grandi specialisti del contrabbasso, del sassofono, del bandoneon, della fisarmonica, della chitarra e della batteria, spesso comprimari di importanti avventure musicali, si esibiscono in solo: serate speciali per conoscere meglio i protagonisti della musica strumentale di oggi e le infinite possibilità dei singoli strumenti. Dopo l’indimenticabile concerto di Paolo Fresu nella Sala Santa Cecilia, sono in arrivo star come il chitarrista Marc Ribot, il contrabbassista Greg Cohen, il bandoneonista argentino Dino Saluzzi o il percussionista Michele Rabbia.

Ma non mancano le grandi orchestre, protagoniste della stagione di concerti all’Auditorium Parco della Musica: dalla storica Orchestra Count Basie, unica e dal sound inconfondibile, che si esibirà a marzo in Sala Santa Cecilia, al ritorno della Kocani Orkestar che incontrerà due grandi assi del jazz come Paolo Fresu e Antonello Salis. In più continuano le matinèe della PMJO – Parco della musica Jazz Orchestra, l’orchestra residente dell’Auditorium diretta da Maurizio Giammarco, che darà vità anche a eventi speciali come il concerto dedicato alla musica di Kenny Wheeler con Kenny Wheeler in persona e la straordinaria cantante Norma Winstone, il concerto che prosegue l’omaggio a Miles Davis questa volta insieme a Mike Stern e Kim Thompson e ancora una serata di tango argentino con Javier Girotto e il progetto dedicato a Napoli con il rapper Raiz.

QUI potete trovare il programma completo dei concerti.

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